Lost Pearls, le quindici perle (nascoste) dei Pearl Jam

Lost Pearls, le quindici perle (nascoste) dei Pearl Jam

Lost Pearls, ovvero una lista con alcuni pezzi rari dei Pearl Jam nascosti all’interno dell’immenso catalogo del gruppo e forse sfuggiti all’attenzione dei più.

A fianco di ogni pezzo è presente il link per l’ascolto.

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CHINESE (1991) | Ascoltala ora su YouTube

Demo inciso durante le sessions di Ten e tenuto nel cassetto fino al 2011, quando venne trasmesso da Cameron Crowe durante un’intervista con la radio ufficiale dei Pearl Jam. Un pezzo possente, che ricorda da vicino Hold On, sempre incisa (e scartata) durante le stesse sessions e poi inclusa in Lost Dogs. Evocativa, con un ottimo groove per certi versi richiama l’appeal hard rock che pulsava nel sound dei Mother Love Bone.

 

ANGEL (1993) | Ascoltala ora su Spotify 

Christmas single pubblicato dal Ten Club all’inizio degli anni Novanta, rappresenta un caso unico nella produzione dei Pearl Jam. Composto da Eddie Vedder insieme all’allora batterista della band, Dave Abbruzzese, è il più classico dei pezzi d’amore (cosa che forse non ci si aspetterebbe dallo schivo Vedder di quell’epoca!) ed è dedicato alla storica fidanzata/futura moglie di Ed, Beth Liebling. Il pezzo verrà eseguito quattro volte nel biennio 1992/1994 per poi essere messo da parte fino al 2016. Interessante notare che Angel figurava nella tracklist originale di Lost Dogs, pubblicato nel 2003 (era persino presente nel comunicato stampa) ma alla fine fu accantonata anche in quella pubblicazione.

 

SMALL TOWN – Acoustic Version (1993) | Ascoltala ora su Spotify 

Una versione alternativa, poco conosciuta, di uno dei cavalli di battaglia dei Pearl Jam. Pubblicata come b-side del singolo di Go, primo estratto dal loro secondo album Vs. Il pezzo è eseguito in solitaria da Eddie Vedder e rappresenta un primo banco di prova per la sua futura carriera solista, che partirà ufficialmente solo quattordici anni dopo con la colonna sonora di Into The Wild.

 

OPEN ROAD (1995) | Ascoltala ora su YouTube 

Pezzo suonato dai Pearl Jam una sola volta dal vivo, a Phoenix (Arizona) il 13 settembre 1995. Sembra quasi un’improvvisazione, anche se molto elaborata, e il testo cantato da Eddie Vedder pare già essere stato provato in studio con la band. Da notare anche l’incendiario solo blues di Mike McCready. Che possa essere una traccia scartata da No Code, pubblicato l’anno seguente?

 

HARD TO IMAGINE – Chicago Cab Version (1998) | Ascoltala ora su YouTube 

Una versione alternativa di questo capolavoro, di gran lunga superiore alla versione presente su Lost Dogs. Pubblicata nel 1998, dopo sei anni dalle prime esecuzioni dal vivo, nella colonna sonora di un debole film indipendente dell’epoca. Ad un orecchio attento, il testo presenta sostanziali differenze rispetto alla versione su Lost Dogs, che fu reincisa con un testo modificato. Anche la parte musicale, sebbene sostanzialmente identica, pare essere più a fuoco.

 

LEATHERMAN (1998) | Ascoltata ora su Spotify 

B-side del singolo di Given To Fly, rimane tuttora una delle composizioni più fresche e squisitamente pop a firma Vedder. Unica b-side originale ignorata in Lost Dogs – e non se ne capisce proprio il motivo – raramente proposta dal vivo, il pezzo è peculiare anche nel testo, che gioca sulle analogie tra la vita di Leatherman, una persona realmente esistita nell’800, e quella dell’autore. I Police, rivisti secondo gli occhi di Eddie. Un vero gioiellino da riscoprire. Curiosità: in alcune occasioni è stata suonata consecutivamente a Better Man e a Nothingman, con le quali costituisce la cosiddetta “Man Trilogy“.

 

SMALL MOSQUITO (1998) | Ascoltala ora su Soundcloud 

Pezzo composto da Jack Irons, il batterista dei Pearl Jam dal 1995 al 1998, spesso usato come intro ai concerti di quel periodo. Il demo è stato mandato in onda per la prima volta sulla radio della band durante lo special dedicato ai quindici anni di Yield. Qualche attinenza con Red Mosquito? No, piuttosto pare la sorella più sincopata di Red Dot.

 

DRIFTING – Christmas Single Version (1999) | Ascoltala ora su YouTube 

Versione alternativa rispetto a quella presente nella compilation di rarità e b-sides Lost Dogs. In questa take Vedder canta in tono più basso, più in linea con il mood intimista del pezzo. Alla fine, lo si sente sussurrare “Merry Christmas“. Da ascoltare davanti ad un falò, al tramonto. Evocativa.

 

PUZZLES AND GAMES – Light Years Demo (1999) | Ascoltala ora su YouTube 

La versione originale di quello che sarebbe diventato uno dei pezzi più amati dei fans, Light Years. La versione demo è completamente stravolta e irriconoscibile rispetto a quella finita su Binaural, in certi momenti ricorda persino I’m On Fire di Bruce Springsteen. Un classico mid-tempo firmato Pearl Jam. Sorprendente.

 

ANYTHING IN BETWEEN (1999) | Ascoltata ora su YouTube 

Pezzo registrato durante le sessions di Binaural e mai completato. Le premesse erano ottime: un micidiale riff di chitarra si accompagna alla voce sussurata di Vedder e richiama le ritmiche quadrate di alcuni pezzi della prima produzione dei Pearl Jam come Brother. Rimane tuttora inedita nella discografia ufficiale e la versione che circola sul web a partire dai primi anni duemila non si può certo definire finita. Chissà che prima o poi non venga proposta nella sua veste definitiva.

 

LAST SOLDIER (2001) | Ascoltata ora su YouTube 

Last Soldier è un pezzo a firma Mike McCready, registrato durante le sessions di Riot Act e confinato nel Christmas Single nel 2002. Presenta diverse analogie con Down, composta sempre in quel periodo dal chitarrista dei Pearl Jam, ed è stata proposta dal vivo solo un paio di volte. Non esiste, al momento, alcuna versione in studio del pezzo. Il testo parla di un soldato in partenza per l’Afghanistan, poco dopo il 9/11. Una vera perla.

 

I’M STILL HERE (2003) | Ascoltala ora su YouTube 

Questo pezzo è la traccia con le origini più misteriose emersa dal catalogo inedito della band. Poco prima della pubblicazione di Lost Dogs, per un breve periodo circolò sul web una fantomatica versione promo digitale giapponese che conteneva, al posto di 4/20/02 (il pezzo dedicato a Layne Staley che parte come ghost track dopo Bee Girl), questa I’m Still Here, uno spoken word esistenzialista narrato da Ed Vedder e sorretto da alcune linee di chitarra. Presenta senz’altro analogie con I’m Open. Testo fantastico.

 

LET IT RIDE (2005) | Ascoltala ora su YouTube 

Pezzo apparso sul web qualche anno fa, registrato dalla band durante le sessions di Pearl Jam (AKA Avocado). Composto da Vedder, non sarebbe suonato male su un disco come Binaural, visto che presenta anche qualche elemento dark. Un mid-tempo con spruzzate hard rock come solo i Pearl Jam riescono a fare.

 

TRANSCENDENT MENTAL CLARITY (2007) | Ascoltala ora su Soundcloud 

Traccia incisa da Ed Vedder per lo score di Immagine in Cornice di Danny Clinch, DVD che documenta le cinque date italiane del 2006 della band. Imparentata con Arc, richiama anche le sperimentazione vocali di The Wolf, inclusa nella colonna sonora di Into The Wild. Emozionante.

 

BETTER MAN – Lullaby Version (2010) | Ascoltala ora su YouTube 

Nel corso della loro carriera, i Pearl Jam hanno spesso ri-arrangiato i loro pezzi. E’ successo con Corduroy, In My Tree, W.M.A., Garden e anche con la classica Better Man. Originariamente presente su Vitalogy, il pezzo è stato ripreso durante il concerto del gruppo al Bridge School Benefit del 2010 (in seguito pubblicato sul box set The Bridge School Concerts 25th Anniversary Edition) in questa versione che potremmo definire ‘lullaby’, ninna nanna. Da notare che si tratta della stessa versione proposta durante i concerti solisti di Vedder del periodo 2008/2012, qui però suonata in versione full band. Commovente.

 

Luca Villa

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.