Live Report: Reignwolf – Circolo Magnolia, Milano, 30 ottobre 2019

Live Report: Reignwolf – Circolo Magnolia, Milano, 30 ottobre 2019

Dopo aver eletto Hear Me Outil disco dell’anno”, dopo aver visto in lui il futuro del rock ‘n’ roll, è arrivato il momento della prova dal vivo. Il live report del concerto di Reignwolf al Circolo Magnolia di Milano. Foto di Carlo Vergani.

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Che fine ha fatto la musica che valeva qualcosa? The Who al Kingdome o i Kiss al Coliseum? Che fine ha fatto Misty Mountain Hop? Dove sono le lron Man di oggi?” si chiedeva Cliff Poncier, interpretato da Matt Dillon, in Singles – L’amore è un gioco, il cult per antonomasia sulla Generazione X diretto da Cameron Crowe.

Sì, gliel’ho detto, è la ragione per cui ho iniziato a suonare la chitarra due anni fa” ha detto un ragazzo poco più che ventenne ad un suo amico poco dopo aver stretto la mano a Jordan Cook.

Perché, e lo sappiamo molto bene, ci sono tanti concerti che potremmo definire “normali”. Poi ce ne sono altri, pochissimi per la verità, in grado di farti pensare di star assistendo a qualcosa di realmente memorabile. Quello che è successo proprio ieri sera, nella sala più piccola dell’accogliente Magnolia, quando poco dopo le 22:00, con il possente riff di I Want You, Jordan – sguardo da vero rocker, vestiti grunge come non se ne vedevano in giro da un bel po’ – è salito sul palco e ha tenuto nel palmo della sua mano il pubblico che ha stipato il piccolo locale della periferia milanese.

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Perché il rock, quello vero, reale, selvaggio, in grado di cambiare la vita delle persone, non è una questione che puoi fingere. Ce l’hai oppure non ce l’hai. Basta guardare Jordan Cook negli occhi, con la camicia a brandelli e il sudore che gli cola negli occhi, per rendersi conto che quello che canta e che suona è vero, tutto vero. Non è solo, nella sua missione viene infatti accompagnato dai suoi due compagni di viaggio. Il suono del basso di Stacey James Kardash è travolgente mentre Joseph Braley alla batteria è così coinvolgente che non può che ricordare il Dave Grohl dei tempi dei Nirvana. Tutto, realmente, memorabile.

Potrei stare qui a scrivere delle canzoni più convincenti oppure raccontarvi di quando il gruppo ha suonato l’intero encore tra il pubblico, oppure cercare di tradurre in parole quei momenti nei quali Jordan si è lanciato in assoli di chitarra così sanguigni e viscerali da ricordare Jimi Hendrix ma semplicemente credo che non esistano parole, appunto, per esprimere per bene quello che è successo ieri sera.

Due sicurezze ve le posso però svelare. La prima: il mondo si divide tra chi ama Reignwolf e chi non l’ha mai visto dal vivo. La seconda: se ieri sera il buon Cliff Poncier fosse stato tra il pubblico sono sicuro che avrebbe trovato le risposte a tutte le sue domande.

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Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.