Federico Buffa racconta Blade Runner

Federico Buffa racconta Blade Runner

Tonti.

Per fortuna .

Il Bradbury Building è il più bell’edificio di Los Angeles, specie l’interno.

Luce naturale straripante, ferro e legno dosati perfettamente, molto parisienne, set cinematografico naturale.

The Artist l’ultimo shooting di livello mondiale, ma nulla avvicina Blade Runner, che come tutti i cult fu accolto con freddo stupore.

Il distopico, umido e futuristico che ha cambiato l’estetica del cinema di fantascienza.

Girare lì era semi impossibile senza permesso e noi ovviamente non l’avevamo.

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Ale Mamoli, che dirige, dà un occhiata ai due sorveglianti. Due neri con il passo dei camerieri a fine turno.

Promettono.

Si , ma noi ci presentiamo con Misterious B ( Barbora Culakova) già truccata da Pris, la replicante interpretata da Darryl Hannah nel film.

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Come fanno a non pensare che stiamo girando qualcosa.

Niente, per 50 minuti non se ne accorgono.

Tonti, per fortuna.

Non paghi la sera proviamo a replicare il set cinematografico. Le insegne pubblicitarie davanti allo staples assomigliano a quelle del film. Barbora che ha preparato la gara in maniera memorabile, esegue quindici scatti correndo esattamente come la Pris del film.

Il Mamo, il direttore Bevacqua e io non ci crediamo.

Quattro tifosi NBA italiani in pellegrinaggio applaudono.

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Alle undici andiamo a cena e lei non s’è ancora struccata…

Cena da Palomino a Westwood.

Lei ordina la Pilsener Urquell delle sue terre.

Il Mamo chiede il conto come lo avrebbe chiesto Bogart al Frank and Musso di Hollywood

Live and die in LA.

Federico Buffa