Eddie Vedder in dieci canzoni

Eddie Vedder in dieci canzoni

E’ stato molto difficile selezionare e spiegare le dieci canzoni più importanti composte da Eddie Vedder nel corso della sua carriera. Ci abbiamo provato, cercando di delineare i pezzi che per un motivo o per l’altro pensiamo essere i più importanti composti dal cantante dei Pearl Jam.

Ed Vedder

RELEASE

Dal leggendario Ten si sarebbero potute selezionare Alive, Black, Jeremy oppure Porch, direte voi. Tutto vero, però Release – oltre a essere uno dei brani  d’apertura più suonati dai Pearl Jam nei loro concerti – è la canzone del debutto del gruppo dove la voce di Eddie arriva dritta al cuore dell’ascoltatore creando per la prima volta quel rapporto artista/fan che è rimasto intatto in tutti questi anni.

SMALL TOWN

La ballata di riferimento per tante altre canzoni simili scritte e incise negli anni seguenti da Eddie. Figlia del suono dei R.E.M. più acustici, uno dei gruppi preferiti di Vedder, quasi sempre presente sia nelle setlist dei Pearl Jam che in quelle dei concerti solisti del cantante.

REARVIEWMIRROR

La punk rock Rearviewmirror, presente nel secondo lato di Vs., è una furiosa canzone che deve tanto agli amati Who quanto a certo punk hardcore californiano primi anni ottanta. La quintessenza del rock, secondo Eddie Vedder.

CORDUROY

Al pari di Do The Evolution, Corduroy è una delle canzoni rock più note dei Pearl Jam, una delle più amate dai fan del gruppo. Tra rimandi ai P.I.L. e ai Talking Heads – band new wave molto amate da Vedder – una tappa obbligatoria della carriera artistica di Eddie.

BETTER MAN

Better Man è stata scritta da Eddie quando era solo un adolescente, più o meno nello stesso periodo i futuri compagni stavano suonando a Seattle in misconosciute punk band. La canzone contenuta in Vitalogy è forse quella più importante che Vedder abbia mai composto, per la quale probabilmente sarà ricordato come uno dei più importanti cantautori rock di sempre.

IMMORTALITY

Una delle canzoni più amate dai fan di Eddie, figlia diretta di quella Cortez the Killer di Neil Young, fonte primaria d’ispirazione di Vedder. Una tenebrosa ballata blues, una delle più emozionanti e riuscite del repertorio del nostro.

LIGHT YEARS

Senza Light Years, lo struggente mid tempo la quale versione originale era strettamente imparentata con I’m on Fire di Bruce Springsteen, non avremmo avuto altri mid tempo ormai considerati veri classici dei Pearl Jam come Love Boat Captain o Unthought Known.

SOON FORGET

Se a fine anni novanta non ci fosse stata una scommessa con Chris Cornell e Eddie non avesse inciso Soon Forget con l’ukulele per Binaural, non avremmo avuto tutte le canzoni scritte con lo stesso strumento che sono l’ossatura del secondo disco solista di Vedder, Ukulele Songs.

I AM MINE

Il primo singolo estratto dal settimo disco in studio dei Pearl Jam, il politico Riot Act, è la quintessenza del Vedder pensiero. Impossibile escludere I Am Mine da una selezione di brani che tenta di spiegare l’artista Eddie Vedder.

GUARANTEED

La canzone conclusiva di Into The Wild, colonna sonora dell’omonimo film dell’amico Sean Penn e primo album in solista di Eddie Vedder, è basilare per comprendere il cantante dei Pearl Jam. Senza Guaranteed non avremmo per esempio avuto Just Breathe, una delle canoni più note del gruppo, o la poetica Future Days.

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.comhvsr.net rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.