No, don’t say a prayer for me now

No, don’t say a prayer for me now

No, non dire una preghiera per me ora…

Perché Dio non stava guardando, perché Dio non stava ascoltando?

 

London Reacts To Paris Terror Attacks

venerdì 13 novembre 2015 è stato uno dei peggiori giorni di sempre per il mondo intero, ma soprattutto per gli amanti della musica. Come tutti saprete, 89 persone sono state brutalmente massacrate durante un concerto a Parigi da un commando di terroristi, altre decine di innocenti sono morti in ulteriori attacchi suicidi per le strade della capitale francese.

 

Quel venerdì era iniziato nel migliore dei modi.

 

Un giorno di ferie per andare a Bologna a godersi un concerto dei Foo Fighters. Abbracci calorosi con amici che non vedevo da tempo, birre in compagnia. Saluti, sorrisi, felicità. Perché il concetto che sta alla base di ogni concerto – e poco importa che si tratti di Madonna, dei Napalm Death o dei Pearl Jam – è sempre e solo uno: la gioia. Per noi amanti della musica, l’atto finale e più bello della nostra passione è proprio quello di assistere ad un concerto. È la celebrazione definitiva di questa passione. Unirsi ad altri fan  per cantare dieci, venti, trenta canzoni che ami insieme ad altri diecimila in un palazzetto, a sessantamila in uno stadio o a mille e cinquecento in un club.

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Quanti concerti ho visto nei club, quanti concerti stupendi, che hanno lasciato un segno profondo nella mia vita. Ripenso a quando ho visto i Foo Fighters per la prima volta, proprio in un rock club (il Vidia di Cesena, nel lontano 1997). Quante volte ho visto Mark Lanegan in un posto simile a Le Bataclan? Chris Cornell? I Queens of the Stone Age? Cat Power? Quasi dieci anni fa ho anche assistito al primo show italiano in assoluto degli Eagles of Death Metal, al Rock in Idro a Milano. Uno show effervescente, euforico, di rock and roll sparato a mille.

Loro cosi divertenti, scanzonati, contagiosi. Come ogni concerto rock dovrebbe essere.

 

Uscito dal concerto dei Foo Fighters, mentre apprendevo con orrore quello che stava succedendo al concerto degli Eagles of Death Metal a Parigi, una parte di me si è come spenta. È rimasta lì, inerme e depressa.

Cosa fare? Cosa dire? Cosa pensare?

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Io ho provato e riprovato ad ascoltare musica – per la precisione il primo disco degli Eagles of Death Metal – ma non ce l’ho fatta. Non mi va di parlare di musica, di ascoltare musica. Solo la parola, ora come ora, mi rende triste. Triste per davvero, e non mi era mai successo prima.

 

Sono nello studio di casa mia che provo ad ascoltare canzoni che mi aiutino a sentire un po’ meno tutto questo dolore. C’è Bruce Springsteen, che una risposta è sempre riuscito a darmela. Ci sono Eddie Vedder e il suo “cuore rotto”, la pura poesia di Cat Stevens e della sua Trouble. Wheels dei Foo Fighters, Elliott Smith e Chan Marshall che con le loro canzoni sono sempre riusciti ad aiutarmi. Poi ci sono Bob Dylan e il suo amico Tom Waits, che sembra avere una canzone per ogni stato d’animo. Per finire, due “preghiere”, una cover dei Duran Duran, Save A Prayer – nella versione degli Eagles of Death Metal – e Like a Prayer di Madonna.

 

Bono ha detto: “Questo è il primo attacco diretto alla musica che abbiamo subito in questa cosiddetta Guerra al Terrore, ed è una cosa che non riesco a togliermi dalla testa”. Ed è proprio quello che sta capitando anche a me; non riesco a levarmi dalla testa quanto è successo.

 

Ma in qualche modo bisogna pur ripartire, e io provo a ripartire da qui, da questa playlist. Forse servirà a poco, ma non bisogna per nessuna ragione al mondo far calare il silenzio o avere paura.

 

Madonna, l’altra sera a Stoccolma, ha detto: “Vogliono farci tacere, vogliono farci stare in silenzio, ma noi non glielo lasceremo mai fare”.

 

Quindi alzate al massimo il volume della musica che esce dai vostri stereo per rendere onore a quegli amici, fan della musica come noi, che non conosceremo mai e le cui vite sono state spezzate con un folle e delirante gesto di violenza mentre facevano la cosa che più amavano.

Pregare non basta, bisogna alzare il volume della musica per evitare che l’orrore si impadronisca di noi, così facciamolo per loro. Facciamolo per noi.

 

Luca Villa