DISCHI DA RISCOPRIRE: In Deep Owl di Ben Shepherd

DISCHI DA RISCOPRIRE: In Deep Owl di Ben Shepherd

Nel 2013 ha visto la luce il primo disco solista di Ben Shepherd, più noto per essere stato il bassista dei Soundgarden.

In Deep Owl, accreditato a HBS (acronimo che sta per il nome di battesimo di Ben, Hunter Benedict Shepherd), è stato completato nel 2010 dopo diversi rinvii, visto che era stato inizialmente concepito come un disco completamente acustico, salvo poi evolversi in un album pieno, suonato insieme ad amici e colleghi come Matt Cameron e Matt Chamberlain.

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Disponibile in un elegantissimo vinile e nell’immancabile formato digitale, In Deep Owl potrebbe far pensare a uno di quegli album che molti fan considerano semplici divertissement in grado di mostrare un mood diverso, differente da quando “quel componente” suona con la propria band madre.

In questo caso non è proprio così, perché in questo debutto solista c’è molto di più: è un lavoro blues, dark, molto personale, che fa capire ancora di più quanto Ben Shepherd abbia contribuito in maniera determinante al successo dei Soundgarden da quando vi entrò, all’inizio dei 90’s. Half e Head Down (incluse in Superunknown) oppure Zero Chance e Switch Opens (presenti in Down On The Upside) sono farina del suo sacco e ombre di quelle composizioni si possono chiaramente sentire tra gli oscuri scenari che dominano le canzoni di questo disco.

Si parte con Stone Pale, un pezzo acustico che richiama il Mark Lanegan dei primi anni duemila – quello di Field Songs (disco in cui, non a caso, suonò proprio Ben) – un bel biglietto da visita per l’intero lavoro. Koda e Baron Robber hanno certamente attinenze con il sound dei Soundgarden (specie la seconda, che avrebbe fatto faville cantata da Chris Cornell), mentre Collide, un blues acustico, ricorda i Queens of the Stone Age più intimisti. Loose Ends, con Matt Cameron alla batteria, rappresenta il punto più alto di questa raccolta e suona un po’ come se i Soundgarden incontrassero Ry Cooder per una fumosa jam a El Paso. In Neverone Blues e From the Blue Book si possono invece cogliere echi di artisti da sempre amati dal nostro Ben come Nick Cave e Tom Waits. Keystone, così tenebrosa, è la canzone più spettrale di In Deep Owl che si chiude sulle note della lisergica The Train You Can’t Win.

In Deep Owl, opera oscura e compatta, è un disco da riscoprire in grado di rappresentare la vera anima di una delle figure più controverse e meno facilmente classificabili dell’intero panorama musicale del Nord Ovest americano.

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.