CINECULT #26: La Mano sulla Culla di Curtis Hanson

CINECULT #26: La Mano sulla Culla di Curtis Hanson

CineCult, ovvero i film passati inosservati all’epoca della loro uscita ma che nel corso degli anni sono diventati cult assoluti.

The Hand That Rocks the Cradle (3)

LA MANO SULLA CULLA
Curtis Hanson, 1992

Che ci crediate o meno, c’è stato un tempo in cui i registi non si sentivano tutti Christopher Nolan e dirigevano thriller con trame tutto sommato semplici ma che avevano l’indubbio merito di tenere incollati alla televisione fino alla fine della visione.

La Mano sulla Culla – il titolo originale, va detto, è molto più figo (The Hand That Rocks the Cradle) – appartiene proprio a quel periodo che idealmente si colloca tra la fine degli anni ottanta e l’inizio del decennio successivo. Il film di Curtis Hanson – che anni dopo dirigerà il controverso L.A. Confidential e 8 Mile – è una pellicola che deve tanto al De Palma più hitcockiano (Vestito per Uccidere, Omicidio a Luci Rosse) quanto a un certo modo d’intendere i thriller psicologici in quegli anni.

La trama è infatti molto semplice: Claire subisce molestie sessuali dal proprio ginecologo e decide di denunciarlo. Quando questi si suicida, la moglie perde il figlio che aspettava e per vendetta si fa assumere come baby sitter dalla famiglia che aveva denunciato il marito. Al di là della trama prevedibile, quello che però conquista de La Mano sulla Culla è la fotografia “fumosa” tipica degli anni ottanta (nonostante il film sia del 1992), i personaggi ben caratterizzati, una successione di eventi che ti aspetti ma che non annoia, ma anzi ha l’indubbio merito di tenere incollati alla schermo fino alla fine.

Un film assolutamente da riscoprire, ideale per una serata estiva.

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LA SCENA CULT

Una delle scene più cult de La Mano sulla Culla è quella della morte dell’agente immobiliare interpretata da Julianne Moore – all’epoca ancora poco nota  – per “mano” di una sempre più psicopatica Peyton.

LE CINQUE CURIOSITA’

1. Rebecca De Mornay inizialmente fece il provino per la parte di Claire Bartel mentre Annabella Sciorra per quella di Peyton Flanders. Curiosamente, le due attrici ottennero le parti ma i ruoli furono curiosamente invertiti dal regista poco prima dell’inizio delle riprese.

2. Verso la fine della pellicola, quando il marito di Claire chiama la polizia per denunciare Peyton, l’indirizzo che viene nominato è il 808 Yakima, la vera strada dove è presente la casa nella quale è stato girato il film.

3. La Mano sulla Culla è il film di debutto di Madeline Zima, che qui interpreta la bambina di Claire. Anni dopo l’attrice diventerà nota per i suoi ruoli in diverse serie televisive come Californication, Una Mamma per Amica e Twin Peaks – The Return, la terza stagione del leggendario serial di David Lynch.

4. Stephen King è un grande fan della pellicola. In Doctor Sleep, sequel di The Shining, è spesso ripetuta la frase “the hand that rocks the cradle is the hand that rules the world“, il titolo del poema di William Ross Wallace  dal quale è tratto il titolo del film di Hanson. Curiosamente, Rebecca De Mornay ha interpretato Wendy nella miniseries Shining del 1997.

5. Kevin Spacey fu brevemente considerato per il ruolo di Michael Bartell, il papà della famiglia. Cybill Shepherd rifiutò invece il ruolo di Peyton Flanders per le sue forti idee femministe che cozzavano, a detta sua, col personaggio che avrebbe dovuto interpretare.

DOVE SI PUO’ GUARDARE? Come molti altri CineCult, anche questo film è praticamente irreperibile in Italia. L’unica è sperare che lo passi qualche canale, così come successo proprio qualche settimana fa (grazie Rai 3!).

SE TI E’ PIACIUTO GUARDA ANCHECane di Paglia, Omicidio a Luci Rosse, Cape Fear – Il Promontorio della Paura

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.