CINECULT #23: L’ingorgo di Luigi Comencini

CINECULT #23: L’ingorgo di Luigi Comencini

CineCult, ovvero i film passati inosservati all’epoca della loro uscita ma che nel corso degli anni sono diventati cult assoluti.

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L’INGORGO
Luigi Comencini, 1979

Con film come Pane, Amore e Fantasia, Tutti a Casa e Lo Scopone Scientifico, è facile che alcuni film di Luigi Comenicini vengano dimenticati.

Un vero peccato perché si rischia che alcune, per altro ottime, pellicole del regista deceduto 12 anni fa a Roma vengano ricordate solo dai cinefili più incalliti.

E’ il caso de L’ingorgo – conosciuto anche come L’ingorgo – Una Storia Impossibile e come Black Out in Autostrada – che racconta delle interminabili ore che passano vari automobilisti bloccati in un folle ingorgo nei pressi del Grande Raccordo Anulare di Roma. La prima cosa a saltare all’occhio di questa pellicola è il cast, a dir poco stellare. Alberto Sordi, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, tanto per citare i tre attori più noti.

La carrellata di personaggi, le quali storie s’intersecano nel corso del giorno e della notte con esiti a volte spaventosi, è davvero ben caratterizzata, simbolo dell’Italia di fine anni settanta. Un ricco e volgare imprenditore di idee socialiste, una giovanissima hippie, un divo del cinema, alcune coppie in crisi, una numerosa famiglia napoletana con la figlia più giovane incinta (che il padre vorrebbe convincere ad abortire), degli stupidi delinquenti in Mercedes e dei giovani di buona famiglia in Range Rover che sembrano usciti direttamente da Arancia Meccanica.

Da uno dei maestri della commedia italiana, L’ingorgo è un film che può spiazzare, più imparentato con le opere di Marco Ferreri (La Grande Abbuffata, Dillinger è Morto, Storie di Ordinaria Follia) che non con quelle di Dino Risi.

Un film claustrofobico, angosciante, con alcune sequenze davvero disturbanti: senza tanti filtri, l’Italia di fine anni settanta era (anche) questa. Altro che “Forza Italia”, come recita uno striscione che si intravede diverse volte nel corso del film.

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LA SCENA CULT

La scena più cult de L’ingorgo è la lunga sequenza notturna, dove succede davvero di tutto. Vedere per credere.

LE CINQUE CURIOSITA’

1. L’ingorgo è liberamente ispirato al racconto L’autostrada del Sud contenuto nel libro Tutti i Fuochi il Fuoco edito nel 1966. L’autore dell’opera, Julio Cortázar, non è accreditato in alcun modo nel film di Luigi Comencini.

2. L’ingorgo, sebbene preveda quasi tutte le scene in esterni, è stato curiosamente girato negli studi di Cinecittà dove sono stati ricostruiti l’ampia strada, una stazione di servizio e il bar e – in lontananza – una fabbrica con ciminiere.

3. Tutti gli attori del film non italiani, come Patrick Dewaere e Gérard Depardieu, hanno recitato nella loro lingua madre per poi essere doppiati nella nostra lingua in fase di montaggio della pellicola.

4. Quando Mastroianni viene ospitato nella casa della coppia che abita vicino la strada, viene più volte inquadrata una TV che è stata costretta a sospendere le trasmissioni per mancanza di personale. Questo è un tributo di Comenicini alla serie TV I Sopravvissuti che venne trasmessa dalla RAI proprio sul finire degli anni settanta.

5. Al botteghino il film si rivelò un flop colossale nonostante sia stato co-prodotto dalla nostra nazione insieme a Francia, Germania e Spagna. Gli italiani non erano ancora pronti a quanto veniva mostrato e pensavano che il film fosse “solo un’altra commedia all’italiana”.

DOVE SI PUO’ GUARDARE? Il film è disponibile in DVD su Amazon.

SE TI E’ PIACIUTO GUARDA ANCHELa Grande Abbuffata, Dillinger è Morto, Storie di Ordinaria Follia

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.