Chris Cornell: la recensione del disco postumo No One Sings Like You Anymore

Chris Cornell: la recensione del disco postumo No One Sings Like You Anymore

La recensione curata da Luca Villa di pearljamonline.it del cover album postumo di Chris Cornell intitolato No One Sings Like You Anymore.

“Where did you go when things went wrong baby?
Who did you run to and find a shoulder to lay your head upon?
Baby wasn’t I there?” 

cc (2)

E’ così, in una gelida mattina d’inizio dicembre, è arrivato senza preavviso quasi come un regalo di Natale in anticipo, il (primo?) album postumo di Chris Cornell, l’iconica voce dei Soundgarden, dei Temple of The Dog e degli Audioslave.

No One Sings Like You Anymore, sulle primepotrebbe sembrare un’operazione commerciale senza alcuna logica, pubblicata giusto prima delle feste per far quadrare i conti delle tante ville che la famiglia Cornell ha sparse per il mondo.

Poi, guardando la tracklist, la mente corre veloce a certi articoli della primavera 2016, dove veniva riportato che il cantante, insieme al produttore Brendan O’Brien, stava incidendo un disco di cover soul e R&B. A metà aprile di quell’anno un primo estratto da quelle session venne persino inserito nello score delle serie televisiva prodotta da Martin Scorsese, Vinyl. La canzone era Stay With Me Baby, pezzo portato al successo da Lorraine Ellission a metà anni sessanta, con una delle migliori performance vocali di Cornell di tutta la sua carriera.

Poco dopo la primavera del 2016, il cantante continuò a girare il mondo per supportare l’uscita di Higher Truth, poi riunì i Soundgarden, prima in studio e poi dal vivo, per l’ultimo valzer… ma questa è un’altra storia.

Chris-Cornell-NOSLYA-VOL1No One Sings Like You Anymore è la prima pubblicazione postuma dedicata a Chris Cornell che può dirsi a conti fatti davvero riuscita. Un album, pensato, ideato e registrato come un vero e proprio tributo alla musica soul, partendo da quella degli albori fino ad arrivare a quella contemporanea, nello specifico quella dei Ghostland Observatory, un duo elettro soul formato ad Austin poco più di dieci anni fa.

Cornell non ha mai fatto mistero di amare e di trovarsi totalmente a suo agio con questo genere, prova ne sono diverse riuscite canzoni qui presenti come l’iniziale Get It While You Can (portata al successo da Janis Joplin, nonostante la versione del cantante sia più imparentata con l’originale, quella incisa dal soul man Howard Tate) oppure la clamorosa You Don’t Know Nothing About Love, autentico gioiello di questa raccolta originariamente inciso da un’altra grande voce soul, Carl Hall.

Altri pezzi che emozionano sin dal primo ascolto sono Watching The Wheels (ok, John Lennon non sarà stato un soul man ma di sicuro sapeva toccare le corde dell’anima come in ben pochi altri sono riusciti a fare nel mondo della musica). To Be Treated Rite di Terry Reid, l’uomo che rifiutò di entrare non solo nei Deep Purple, ma pure nei Led Zeppelin, e una commovente versione di Nothing Compares To You (nella quale Chris guarda non tanto alla versione del suo autore, Prince, ma a quella di Sinéad O’Connor). Stupisce invece la cover degli Electric Light Orchestra, Showdown, crepuscolare traccia di soul bianco che si muove su una base quasi elettronica e Sad Sad City, originariamente inserita su Paparazzi Lightning dei Ghostland Observatory.

Non tutto è perfetto. La rockeggiante cover di Jump Into The Fire di Harry Nillson (sì, proprio lui, quello di Everybody’s Talkin’ della colonna sonora di Un uomo da marciapiede) pare girare a vuoto così come Patience, reprise della ballata acustica scritta dai Guns N’ Roses e originariamente inclusa nell’EP G N’R Lies. Comunque ben poca cosa rispetto al livello piuttosto alto di questa raccolta di cover che, grazie all’indimenticabile voce di Cornell, acquisiscono una seconda vita.

Durante tutta la sua carriera Chris ha spesso dato prova di essere oltre ad un grande cantante e un ottimo cantautore, anche un grande performer. Nell’attesa che i demo inediti dei Soundgarden possano trasformarsi in qualcosa di definitivo, questa raccolta è una perfetta lettera d’amore al soul da parte di uno dei migliori cantanti rock di sempre che qui veste gli inediti  panni del soul singer per arrivare dritto all’anima dell’ascoltatore.

Qui sotto trovate una playlist con tutti i pezzi presenti nel primo volume (come pare suggerire la cover del disco) di No One Sings Like You Anymore e i relativi originali. L’album è acquistabile in versione digitale su amazon.it mentre per il formato fisico ci sarà da attendere metà marzo (già attivi i pre-ordini su chriscornell.com).

Luca Villa

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.