Cat Power in dieci canzoni

Cat Power in dieci canzoni

Per la nostra serie #PlaylistForDummies, parliamo della miglior voce femminile americana degli ultimi trent’anni: Cat Power.

“It’s up to you to be a superhero, it’s up to you to be like nobody”
– Nothing But Time, Cat Power

Cat Power nel 2003

Cat Power nel 2003

Qualche tempo fa, Sean Penn disse: «Eddie Vedder è la voce dell’America». Penso da anni che Cat Power sia la controparte, femminile, di Eddie Vedder.

Cat Power è la voce dell’America. Non solo, tutte le voci femminili che sono riuscite ad affermarsi negli ultimi anni, dall’amica Lana Del Rey a Florence Welch, dalle più alternative Snail Mail a Courtney Barnett passando per la regina delle classifiche Billie Eilish, hanno un enorme debito di riconoscenza verso Charlyn Marshall (il vero nome della cantautrice).

Pensare che per Chan tutto è iniziato circa trent’anni fa a New York, quando iniziò a imporsi con le sue intime canzoni nella cerchia di chi certi locali li frequentava da un bel pezzo. Gente come Steve Shelley dei Sonic Youth e Tim Foljahn dei Two Dollar Guitar, che la presero sotto la loro ala protettrice e incisero insieme alla giovane ragazza il suo debutto, Dear Sir, pubblicato nel 1995, e il seguente Myra Lee, distribuito l’anno successivo. E’ solo con l’ottimo What Would the Community Think e con l’eccellente Moon Pix del 1998 che le cose iniziano a farsi davvero serie per Chan, il cui nome finisce nel radar delle riviste indipendenti americane che incensano le struggenti canzoni della cantautrice americana. Tempo un paio di anni e le cose vanno ancora meglio con The Cover Records, raccolta di cover (come suggerisce il titolo) degli artisti preferiti di Chan: gli Stones, Bob Dylan e Lou Reed, tanto per citare i primi. Nel 2003 viene invece pubblicato uno dei due veri e propri capolavori dell’artista: You Are Free, inciso insieme ai Dirty Three e con alcuni ospiti davvero speciali come Dave Grohl e Eddie Vedder (che duetta con la cantante sul pezzo più noto di Cat Power, Good Woman, e sull’emozionante Evolution, che chiude il lavoro).

Nel 2006 è l’anno della volta per Cat Power, che da regina dell’indie folk diventa regina del soul grazie al riuscitissimo The Greatest, probabile vetta creativa di Chan. Seguono Jukebox, altra riuscita raccolta di cover, l’elettronico Sun che riporta Cat Power tra i nomi di chi conta per davvero dopo alcuni anni dove l’autrice si era allontanata dalla musica. Tempo sei anni e nel 2018 è il turno di Wanderer, il Bringing It All Back Home della nostra, dove confluiscono tutte le sue anime: da quella più alternativa fino ad arrivare a quella più folk.

Sotto trovate dieci canzoni che più che rappresentare “i dieci migliori brani di Cat Power” sono una fotografia del suo tortuoso percorso artistico che non è ancora giunto al termine, fortunatamente. Proprio domani sarà infatti pubblicata la colonna sonora di Flag Day, il nuovo film di Sean Penn. Tra le tracce incluse, ci sono ben quattro inediti di Chan, tre canzoni scritte ed eseguite da lei e una cover di I Think of Angels, incisa con il suo autore, l’islandese Kristján Kristjánsson.

Luca Villa

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.