Buffon e Ronaldo, sfida leggendaria

Buffon e Ronaldo, sfida leggendaria

Loro sarà l’immagine della copertina della prossima domenica di una qualsiasi pubblicazione o immagine media. Loro la frase di impatto, quella che si srotolerà nel catenaccio dei titoli dei giornali, attraverserà i bar e gli uffici di tutto il mondo.
Loro, i protagonisti. Certamente saranno parole nobili, nella vittoria o nella sconfitta. Perché solo uno dei due alzerà al cielo di Cardiff la Champions League 2017: O Gianluigi Buffon o Cristiano Ronaldo.
Protagonisti obbligati della gara più importante dell’anno, perché protagonisti, in fin dei conti, sono sempre stati fin da quando, da sbarbati, hanno fatto dire a parecchi appassionati di calcio che sarebbero presto diventati i più bravi.
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E lo sono stati, quasi sempre, i migliori: Cristiano e Gianluigi. Poco importa, almeno fino a poco prima di illuminare il Millennium Stadium, che il portoghese non abbia mai vinto un Mondiale o che Gigi non abbia mai sollevato la coppa dalle grandi orecchie. Di trofei, Ronaldo e Buffon ne hanno vinti fino a stancarsi, i loro poster sopravvivono da anni nelle camerette di tanti ragazzini e ragazzine di tutto il Mondo, anche perché il calcio è il vero esperanto del pianeta: tutti lo masticano, e quando la passione ti coglie è inutile trattenerla all’interno delle proprie frontiere geografiche.

Il calcio è di tutti, specialmente il calcio dei campioni, quello vola alto al di sopra di bandiere e fanatismi. Perché mantiene lo spirito dei campetti di periferia, quelli attorno a Carrara, quelli sull’isola di Madeira, a Funchal, perché si sostanzia di quello che si impara nelle squadre giovanili, ad Alvalade, sede della Lisbona biancoverde dello Sporting, e a Parma, con Ermes Fulgoni, il primo grande ispiratore, e un maestro venerabile come Villiam Vecchi. main-qimg-7380ae96ff466b50035e2c2c0917b5dd-c

I primi talent scout hanno visto subito che Gigi e Cristiano sarebbero andati lontani, e non solo perché nella fase in cui si passa da ragazzo ad adolescente avevano qualità tecniche superiori a tutti gli altri. La testa: quella gli avrebbe permesso di diventare dei numeri uno del gioco, Ronaldo e Buffon sono stati professionisti da quando hanno allacciato le loro prime scarpe da gioco. Il momento del debutto, giunto in tenerissima età, rappresenta una fase delicata da gestire: per loro è stato un passaggio naturale vissuto con estrema serenità. Serenità da predestinati.

Nevio Scala non ha avuto nessuna esitazione nel metterlo in campo a soli 17 anni, e in quel Parma-Milan c’è già il Buffon che avremo conosciuto dopo: personalità, fisico, intuizioni e letture da grande numero 1. La trattativa per portare Cristiano Ronaldo dal Nacional di Funchal allo Sporting l’ha raccontata il suo mentore, Aurelio Pereira, il più grande talent scout lusitano: “Avevamo un credito con il Nacional di Madeira: circa 25.000 euro- sostiene Pereira. Un giocatore chiamato Franco aveva iniziato nella nostra accademia di calcio e aveva poi firmato per loro: quei soldi ci spettavano per diritti di formazione. Loro però non potevano o volevano pagare: ci offrirono un ragazzino di undici anni. “Vediamolo” dissi. Arrivò per una settimana, in prova, e strabiliò tutti, tecnica e personalità. Il direttore finanziario del club mi prese per matto: “se lo vuole, mi deve assicurare che arriverà in prima squadra…” Gli risposi: “Prima squadra? Molto molto di più… e il contratto di Cristiano Ronaldo fu siglato.” Anche lì, si intravedeva nitidamente il futuro Cristiano.Buffon-Ronaldo-1-600x300

La loro magia si manifesta sul campo ma prosegue anche fuori, le loro espressioni, il broncio o i sorrisi abitano anche le pagine, spesso le copertine, di giornali extrasportivi. La vita li ha chiamati lì, ora il campo li chiama a Cardiff, al termine di un percorso scritto da uno sceneggiatore brillante, viste le performance regalate al pubblico degli appassionati in questa Champions League 2017. La perla di Buffon contro Iniesta, quella contro Mbappé (con incluso l’abbraccio finale e la mano sopra la testa del talento francese, una polaroid con la sottoscritta: avrai tempo in futuro, questo è il mio), i sigilli di Ronaldo ( i cinque gol complessivi al Bayern, la tripletta con l’Atletico) e il pallone d’oro da assegnare a uno dei due. buffon-&-ronaldo-56260

Sovrastrutture, ormai, per i due giocatori più importanti della finale di Champions League 2017. Due fuoriclasse, due uomini. Da sempre. E, ormai possiamo certificarlo, nel libro sacro della storia del football: per sempre.

Carlo Pizzigoni