Bruce Springsteen: tutto quello che c’è da sapere su Western Stars

Bruce Springsteen: tutto quello che c’è da sapere su Western Stars

Dopo anni di attesa, venerdì 14 giugno sarà pubblicato il nuovo disco di Bruce Springsteen intitolato Western Stars.

Questo album è un ritorno alle mie registrazioni da solista, con canzoni ispirate ai personaggi e travolgenti, cinematici arrangiamenti orchestrali” – Bruce Springsteen

Bruce Springsteen 2019 - Western Stars - Ph. Danny Clinch (3)

Foto: Danny Clinch, 2019

1. Il nuovo album di Bruce Springsteen arriva a cinque anni da High Hopes (contenente cover, outtake e alcuni pezzi inediti) e a ben sette da Wrecking Ball, l’ultimo vero disco in studio del Boss. Proprio come i due precedenti album, Western Stars è prodotto da Ron Aniello che si è anche occupato di suonare il basso, le tastiere e svariati altri strumenti. Le tredici canzoni incluse nel disco sono tutte inedite e sono state scritte da Bruce Springsteen.

2. La lavorazione di Western Stars è iniziata originariamente tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011, prima della realizzazione di Wrecking Ball. Le registrazioni sono continuate nel biennio 2015/2016, proprio nel mentre che il cantante stava scrivendo la sua autobiografia Born To Run, per poi essere terminate nei primi mesi del 2019, poco dopo la fine degli spettacoli suonati dal Boss a Broadway.

3. Tra i vari musicisti che appaiono in Western Stars ci sono Patti Scialfa (la moglie del Boss, che canta su quattro canzoni), David Sancious (già su Greetings from Asbury Park, N.J., The Wild, the Innocent & the E Street ShuffleHuman Touch e nella canzone Born To Run), Charlie Giordano (a fianco del Boss a partire da We Shall Overcome: The Seeger Sessions), Soozie Tyrell (la violinista nella E Street Band, apparsa in ogni disco di Springsteen da Lucky Town in poi) e Matt Chamberlain (già con Fiona Apple, Pearl Jam e Soundgarden, dietro le pelli del primo singolo estratto dal disco).

4. Gli arrangiamenti delle canzoni di Western Stars sono stati curati da Jon Brion, che nel disco suona anche la farfisa e altri strumenti. Proprio Brion ha curato diverse colonne sonore dell’acclamato regista Paul Thomas Anderson.

Bruce Springsteen 2019 - Western Stars - Ph. Danny Clinch  - Social

Foto: Danny Clinch, 2019

5. Come fonte d’ispirazione delle canzoni di Western Stars, Bruce Springsteen ha citato Glen Campbell, Jimmy Webb, Burt Bacharach e alcuni dischi di musica pop incisi in California tra la fine degli anni sessanta e l’inizio dei settanta.

6. Tra le tematiche affrontate nelle canzoni di Western Stars, inciso principalmente nello studio privato di Bruce Springsteen nel New Jersey, ci sono l’isolamento dalla comunità, l’importanza della famiglia, della casa e della speranza.

7. Non è chiaro se Springsteen promuoverà il suo nuovo album con un tour. Se così fosse, non sarà di sicuro con la E Street Band. Il nostro consiglio è  quello di godersi il disco – se mai con un bel paio di cuffie – nella sua interezza, ovviamente non appena sarà disponibile.

8. Il primo singolo del nuovo disco di Bruce Springsteen, un’emozionante quanto toccante ballata acustica, si chiama Hello Sunshine. Curiosamente, nel lontano 1973 Roy Bittan della E Street Band scrisse e incise una canzone dallo stesso titolo per Niki Aukema. Le due canzoni non hanno comunque niente in comune.

9. Le tre foto postate sui social network di Springsteen poco prima dell’annuncio del disco, sono state scattate da Danny Clinch a inizio 2019 durante un viaggio che ha fatto con Bruce al Joshua Tree National Park.

Danny Clinch 2019 - Joshua Tree

10. Non è la prima volta che il mondo di Springsteen s’incontra con quello del western. Nel disco tributo a Ennio Morricone intitolato We All Love Ennio Morricone, Bruce suona una versione del tema principale di Once Upon a Time in the West (C’era una volta il West) del Maestro Sergio Leone. Proprio questa canzone è stata spesso usata come musica introduttiva ai concerti di Springsteen insieme alla E Street Band.

Non solo, Outlaw Pete (contenuta in Working on a Dream) ha chiari rimandi all’immaginario western così come tutto il disco The Ghost of Tom Joad ispirato sì a Furore di John Steinbeck, ma soprattutto alle immagini del film tratto dal romanzo stesso e diretto nel 1940 da John Ford, uno dei più famosi registi western americani. Pure il titolo del secondo album di Bruce, The Wild, the Innocent & the E-Street Shuffle, è un inequivocabile tributo agli evocativi titoli dei film western di Sergio Leone.

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.