BEING SMART WITH BARRACUDA – EPISODE #2

BEING SMART WITH BARRACUDA – EPISODE #2

Smart Wool – Un modo “diverso” di essere al passo col mondo

Essere smart. Un’ambizione che sembra ossessionare chiunque in questo Nuovo Millennio fortemente condizionato dalla lingua inglese. Sì perchè non basta essere intelligenti, furbi, brillanti, reattivi. No, bisogna essere tutto, e subito. Smart, appunto. Un buon riassunto di tutte queste qualità, oltre a quella tipica delle parole anglofone di (ri)assumere più significati.

Smart. Lo sono pure una macchina, un cellulare, un modo di lavorare…you just name it.

E allora Fabi e Barracuda hanno pensato “perchè non potrebbe esserlo pure una scarpa?!”

Da questo, e molti altri step, è uscita la nuova creazione targata #BarracudaStyle. Un prodotto che spinge il concetto di “smart” ad un nuovo livello: una scarpa di lana merino…ma impermeabile, e dal tocco internazionale!

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Smart, dunque…smartphone, anche. Una delle prime parole correlate oggigiorno. Sembrano passati secoli dal primo iPhone, eppure l’Anno-Zero della rivoluzione targata Apple risale a soli 11 anni fa, esattamente il 9 Gennaio 2007.

Il compianto Steve Jobs, già entrato nella storia per le innovazioni aperte alla tecnologia e al rapporto con l’utente grazie al suo Macintosh e a tutta la famiglia di “i-qualcosa”, quel giorno ha in serbo una sorpresa che sconvolgerà – letteralmente, considerate le isterie registrate ad ogni nuova release nei negozi di tutto il mondo – il pianeta Terra.

Ma come è nelle corde di un uomo molto particolare, nel bene e nel male, la presentazione dell’oggetto che farà cadere milioni di mandibole al suolo non deve avvenire in un modo convenzionale…tutt’altro.

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Se avete già sentito la definizione “keynote” – sinteticamente i discorsoni aziendali in pubblico per la presentazione di qualcosa – allora potrete capire l’evoluzione jobsiana del termine, ovvero lo “Stevenote”.

Trattasi dell’ennesimo colpo di genio – questa volta a livello prettamente comunicativo e finanziario – che Steve Jobs ha “inventato” nel 1996 per presentare molte delle innovazioni che da lì in avanti la sua Apple avrebbe proposto al mercato.

Caratterizzati da un magistrale crescendo di tensione destinato a sfociare nel “colpo a sorpresa” o ad effetto, è un modo diverso per attirare su di sé e sui suoi propri prodotti l’attenzione del mondo: consumatori, fans, aziende rivali, governi, mercati. Con un impatto piuttosto evidente: è stato confermato che subito dopo ogni “Stevenote” l’indice Apple schizzava il volo a Wall Street…

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Ma sebbene arrivi con dieci anni di ritardo da quelli che vengono considerati i primi “Stevenote”, è quello del 9 Gennaio 2007 a passare inevitabilmente alla storia come una piccola opera d’arte teatrale e di comunicazione, uno dei più memorabili mai rilasciati dal padre di Apple, a partire dalle primissime parole: “Questo è un giorno che stavo attendendo da più di due anni emmezzo…”

La straordinaria capacità di creare aspettativa è una peculiarità che ancora oggi nel mondo della tecnologia e degli smartphone sembra appannaggio esclusivo dell’azienda di Cupertino, una delle eredità più importanti e rilevanti lasciate ai suoi eredi da Steve Jobs. Una qualità fondamentale – che Barracuda ha cercato di replicare nella strutturazione delle sue nuove sneakers SMART WOOL – all’interno di un mercato così competitivo nata anche dalla struttura di aspettative “a scalare” creata ad hoc da Jobs durante le sue presentazioni. Su tutte quella del primissimo iPhone.

Chi è coraggioso o parecchio fanatico potrà guardarselo tutto, ma quello che più ci interessa raccontare è l’essenza di questo fenomenale “Stevenote”, ovvero quanto ogni dichiarazione, ogni frase, ogni pausa sia “smart”, inventata a tavolino precisamente per il suo specifico scopo: stupire, generare attesa prima e frenesia di sapere poi, autocelebrare, colpire, sospendere il respiro. Spingere all’idolatrazione. All’engagement. All’acquisto.

Frasi come “ti puoi chiamare “fortunato” se sei riuscito a creare in tutta la tua vita anche solo un prodotto rivoluzionario. Apple può dirsi ancor più fortunata perchè di questi prodotti è riuscita a crearne più di uno.” hanno fatto scuola e sono realmente studiate ancora oggi nei corsi universitari di scienze economiche o psicosociali: e per non sembrare esagerate e arroganti, sullo schermo ecco scorrere dal 1984 al 2007 tutte le innovazioni che Apple ha portato sul mercato negli anni. Dal Macintosh al primo iPod, l’hype cresce inevitabile…fino al climax di tutto l’evento, il primo telefono completamente privo di bottoni.

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È così che il primo smartphone diventa notizia di dominio pubblico: con tre slide, una dopo l’altra, a ritmo drammaturgico impeccabile, ironico quasi con la ripetizione della stessa frase per sottolinearne la straordinarietà, a certificarne la superiorità assoluta su qualsiasi altro prodotto esistente.
Una somma all’epoca inarrivabile di funzionalità tutte unite in un’unica entità:

“Un iPod con il touch control”.

“Un cellulare rivoluzionario”.

“Un dispositivo internet che segna uno spartiacque”.

Ladies and gentlemen, il primo iPhone della storia.

Smart play, Steve.