BARRACUDA SUMMER: SETTE LIBRI PER SETTE DISCHI

BARRACUDA SUMMER: SETTE LIBRI PER SETTE DISCHI

Consigli per gli ascolti e le letture estive 

L’estate è ufficialmente cominciata ormai da qualche settimana, forse è meno peggio di quanto ci si aspettava. Per renderla ancora migliore, ecco una lista di sette libri con sette dischi abbinati, da leggere e ascoltare dove più vi piace.

Stephen King ‘Se scorre il sangue’ (Sperling & Kupfer)

Raccolta di racconti, specialità con cui il prolifico maestro della fiction di genere non si cimentava da tempo, ‘Se scorre il sangue’ vive di rimandi a personaggi già conosciuti tra le pagine firmate da King negli ultimi anni, ambientazioni familiari sia per l’autore che per i suoi adepti oltre ai soliti, immancabili colpi di scena. La capacità di inventarsi storie e raccontarle, dopo quasi mezzo secolo di produzione incessante, non sembra essersi esaurita. Lunga vita al Re.

Disco abbinato: Coriky ‘Coriky’

Se per voi gli ultimi vent’anni senza i Fugazi sono stati un lungo, insopportabile periodo di privazione, questo disco potrebbe alleviare la vostra malinconia. Ian MacKaye e Joe Lalli, insieme a Amy Farina, riprendono il discorso da dove l’avevano interrotto con ‘The Argument’, smussando qualche angolo e, un po’ come Stephen King, indugiando nell’auto-citazione.

Don Winslow ‘Broken’ (HarperCollins)

Altra raccolta di racconti, altro autentico maestro della letteratura di genere. Dopo lavori monumentali come ‘Corruzione’ e ‘Il confine’, Winslow ci porta a spasso nel suo immaginario fatto di intrecci tra affari e malavita, poliziotti dalla dubbia moralità e paesaggi mozzafiato. Anche qui non mancano i rimandi a personaggi comparsi in diverse produzioni dell’autore, così come non mancano pagine dall’alto contenuto adrenalinico.

Disco abbinato: Run The Jewels ‘RTJ4’

A proposito di adrenalina, i 39 minuti di ‘RTJ4’ sono un concentrato di energia e veemenza con pochi eguali. Nel quarto capitolo della saga inaugurata nel 2014, El-P e Killer Mike sembrano davvero all’apice della loro forza espressiva. Insieme al consueto corredo di ospiti d’eccezione, il duo firma un disco che ha tutte le potenzialità per diventare pietra miliare. Una sola raccomandazione: ‘RTJ4’ va tassativamente ascoltato al massimo del volume.

Trent Dalton ‘Ragazzo divora universo’ (HarperCollins)

Famiglie disfunzionali, problemi di droga, adolescenze tormentate tra violenza e ricerca di una via di fuga, anche solo immaginaria. Gli elementi base utilizzati da Dalton per il suo esordio possono sembrare dei cliché, ma a fare differenza in ‘Ragazzo divora universo’ è l’ambientazione, la periferia di una Brisbane in cui tutti sembrano vivere alla giornata senza grandi speranze per il futuro, oltre all’ironia e a una prosa originale, leggera e a tratti commovente. Nei ringraziamenti finali dell’autore c’è una chicca per i fan dei Pearl Jam.

Disco abbinato: Car Seat Headrest ‘Making a Door Less Open’

Quanto a storie tormentate, picchi poetici e ironia l’ultima produzione firmata Will Toledo ben si accompagna al libro di Dalton. Nelle undici canzoni di ‘Making a Door Less Open’ c’è un po’ di tutto: dal punto di vista musicale si ha quasi l’impressione di trovarsi di fronte a una versione ultra-contemporanea del Beck più ispirato, mentre nei testi si passa dalla parodia delle manie hollywoodiane a strazi esistenziali che non avrebbero sfigurato tra i solchi di un vinile degli Smiths.

Valeria Luiselli ‘Archivio dei bambini perduti’ (La Nuova Frontiera)

‘Archivio dei bambini perduti’, uscito in Italia da ormai quasi un anno, non smette di stupire e affascinare. Luiselli, forte di uno stile di scrittura originale e subito riconoscibile, stravolge le regole del grande romanzo americano rinnovando l’estetica e il senso del racconto ‘on the road’. Il talento narrativo dell’autrice è una rivelazione lunga 439 pagine, un viaggio attraverso l’America in cui la storia di una famiglia si trasforma via via in riflessione politica senza mai perdere l’intimità creata con il lettore.

Disco consigliato: Woods ‘Strange To Explain’

C’è qualcosa di irresistibile nelle storie tristi raccontate bene e quella di David Berman, figura controversa dell’indie americano durante gli anni duemila suicida nel 2017, con cui i Woods hanno a lungo collaborato, fluttua tra le canzoni ’Strange To Explain’. L’angoscia generata dalla scomparsa dell’amico viene filtrata da suoni al confine con la psichedelia e scelte melodiche che conferiscono al disco un’aurea di atemporalità davvero unica.

Andre Iguodala ‘Il sesto uomo’ (add editore)

E’ possibile coniugare il successo professionale, sportivo in questo caso, con l’impegno politico e sociale? A questa domanda, nel corso dei decenni, sono state fornite diverse risposte. Tra queste, quella di Andre Iguodala è senza dubbio una delle più originali e interessanti. Tre volte campione NBA, Iguodala ha costruito la sua fortuna su una comprensione sopraffina del gioco del basket e, allo stesso tempo, si è guadagnato una reputazione di persona dalle opinioni mai banali. ‘Il Sesto Uomo’ è una lettura consigliata per chi ama la palla a spicchi, ma anche per chi apprezza le vite fuori dall’ordinario.

Disco abbinato: John Moreland ‘LP5’

L’impressione che spesso abbiamo degli atleti è che siano ‘bambini vestiti da uomini’, anche se il caso di Iguodala confuta la validità di tale impressione. E proprio di ‘bambini vestiti da uomini’ e crescita personale parla il quinto disco solista del cantautore originario di Tulsa, Oklahoma. Titoli come ‘I’m Learning How To Tell Myself the Truth’ o ‘Let Me Be Understood’ rendono idea delle tematiche trattate in ‘LP5’, un gioiellino di folk intimista da ascoltare in solitudine, possibilmente in cuffia.

Doris Lessing ‘Racconti londinesi’ (Feltrinelli)

Quando si parla di giganti del novecento, il nome di Doris Lessing non può che appartenere al ristretto club degli intellettuali che hanno segnato il secolo. Conosciuta dal grande pubblico soprattutto per le sue opere di saggistica e per l’impegno politico, Lessing è prima di tutto una sublime narratrice di storie, anche inventate. La raccolta edita da Feltrinelli lo scorso anno ci trasporta nella Londra anni ottanta vista attraverso lo sguardo disincantato eppure poetico dell’autrice. Con ‘Racconti londinesi’ Lessing ci propone un salto indietro nel tempo che nulla ha di nostalgico, regalandoci uno spaccato storico onesto, divertente e acuto.

Disco abbinato: Megan Thee Stallion ‘Suga’

Quanto a sguardo onesto, quasi fino alla brutalità, e allo stesso tempo ingegnoso sulla realtà che la circonda, Megan Thee Stallion non è seconda a nessuno. Nel suo ultimo EP, l’artista di Houston, auto-definitasi ‘a money-making, man-taking, sex-positive powerhouse’ elabora una cronaca della sua vita tra successo commerciale, invidia altrui e senso dell’umorismo. La modestia e la timidezza sono concetti sconosciuti nel mondo di Megan Thee Stallion, ma la sua sfacciataggine è sorretta da un talento non comune. Ascolto sconsigliato agli amanti delle buone maniere.

Margaret Atwood ‘Tornare a galla’ (Ponte delle Grazie)

Rivitalizzata dal successo dell’adattamento televisivo de ‘Il racconto dell’ancella’, la carriera della scrittrice canadese ha vissuto negli ultimi anni un successo del tutto inaspettato. Non è un caso quindi che Ponte delle Grazie abbia appena ripubblicato il suo secondo romanzo, originariamente uscito nel 1972, ambientato nell’amatissimo Canada, terra natia dell’autrice. Pur privo della potenza iconica dei suoi lavori più famosi, ‘Tornare a galla’ presenta molti dei temi caratteristici della poetica di Atwood: la ricerca di un’identità femminile nuova e diversa, il rapporto con la natura e la progressiva, inarrestabile disumanizzazione del vivere quotidiano.

Disco abbinato: Deerhof ‘Future Teenage Cave Artists’

Con ‘Future Teenage Cave Artists’ la band di San Francisco festeggia il venticinquesimo anno di una carriera vissuta all’insegna della sperimentazione e di un coraggio che li ha resi oggetto di culto tra gli appassionati dell’indie-pop meno convenzionale. La voce di Satomi Matzusaki è l’unico elemento stabile nel labirinto di suoni bizzarri e scelte strumentali sorprendenti, un calderone da cui scaturiscono, quasi per caso, anche melodie orecchiabili. In un mondo perfetto ‘The Loved One’ sarebbe l’hit dell’estate.

Dario Costa