BARRACUDA? SOUNDS GOOD #4

BARRACUDA? SOUNDS GOOD #4

Le playlist Spotify delle migliori soundtrack di Barracuda Style – SPIKE LEE

Da Chopin a Leonard Cohen. Da Dalida aka Cristina Gigliotti ai Rolling Stones. Da Antonio Vivaldi a Giorgio Moroder.
Non c’è autore, non c’è genere musicale o rock band che il Cinema non abbia preso in prestito per coronare, accompagnare, incorniciare, sottolineare o concludere le scene più importanti di tutte le proprie opere.
È risaputo che molte scene lungo tutta la storia del Cinema siano state girate addirittura in funzione della musica o della canzone prescelte, pezzi talmente unici ed ossessionanti per il regista da guadagnare la priorità su immagini e dialoghi, teorici comandanti supremi della Settima Arte.

#BarracudaStyle sarà lieta quindi di offrire in questo 2019 una selezione multiforme, pop ed emozionante delle migliori colonne sonore che rappresentano lo stile delle nostre sneakers, ricercate ma coloratissime, raffinate ma giovanili, cool ma con sfumature vintage: in attesa di scoprire le vostre preferenze, come quarto episodio (avete visto il #1 con il prodigio canadese XAVIER DOLAN?) abbiamo scelto Spike Lee, il più celebre regista afroamericano vivente e anche il più “polarizzante”, con film come “La 25a Ora”, “Inside Man”, “He Got Game”, “Malcom X” e l’ultimo, “Blackkklansman” vincitore dell’Oscar 2019 come miglior sceneggiatura non originale.

Una scelta “facile” ma che ci affascinava come poche altre, rappresentando efficacemente lo spirito Barracuda e un cinema vivace, variopinto, caldo, divertente, provocatorio, malinconico…i film di Spike non possono prescindere dalla scelta musicale, anzi si auto-alimentano attraverso gli spartiti scelti dal loro creatore, vittima consapevole del fascino magnetico del blues, del jazz e del soul dei grandi artisti afroamericani, oltre che dell’obbligato hip-hop presente ovunque nella Brooklyn degli Anni Novanta in cui Lee è cresciuto.

I migliori film di Spike Lee possono passare quindi da un’intera soundtrack dedicata alla tromba e ad alcuni dei suoi più geniali interpreti – “Mo’ Better Blues” – a pezzi di culto dell’hip-hop americano come la celeberrima “Fight The Power” dei Public Enemy – in “Fa’ la Cosa Giusta” -, attraversando toni molto più drammatici (e apprezzati dalla critica) come gli instrumental di “La 25a Ora” e chiudendo con sonorità molto “black” & Seventies – in “Blackkklansman”. Ce n’è insomma per tutti i gusti, e noi ve ne proporremo una manciata prima di arrivare alla consueta playlist riassuntiva su Spotify…

Il Cinema di Spike si presenta al grande pubblico e sin dagli esordi di “Do The Right Thing” (1989) da cui è tratta la scena qui sopra non solo con una regia inconsueta ed originale ma anche con un incrocio continuo di dialoghi e musica che recitano in egual modo i ruoli di protagonisti nella sceneggiatura. In questo caso scatenando un putiferio in un ristorante gestito da un bianco italoamericano che non ne può più della musica rap degli invadenti afroamericani, in aperta protesta durante quel periodo contro le discriminazioni razziali contro cui Spike Lee si è sempre schierato apertamente e “rumorosamente” lungo tutta la sua carriera.

Una confusione sonora e una serie di violente e simboliche reazioni ad essa cui le labbra sensuali e sempre umide di Denzell Washington in “Mo’ Better Blues” (1990) fanno da contraltare, con la tromba capace di veicolare serenità, desiderio erotico, dolce tranquillità o irrequietezza dell’animo in un modo completamente diverso, elegante, malinconico, sentimentale…qui eseguito magistralmente dall’attore feticcio di Spike e da un celebre quartetto guidato dal grande Branford Marsalis, famoso sassofonista jazz.

Come detto, i film di Lee si distinguono per essere costantemente legati alla cultura afroamericana del Novecento e quindi anche ai suoi massimi esponenti nel campo musicale, autori di pezzi memorabili capaci di raccontare le condizioni degli uomini di colore nel Vecchio e nel Nuovo Mondo, dalla schiavitù alla segregazione della prima metà del secolo scorso fino alle violenze subìte dalle forze dell’ordine ancora oggi. Pezzi che diventano quindi doppiamente utili all’interno delle opere del regista newyorkese non solo per il sound ma soprattutto per il significato che si cela dietro alle parole delle strofe di cantautori fenomenali. Come Stevie Wonder, a cui Spike affida l’apertura di uno dei suoi film “di condanna” più infuocati e accusatori, “Bamboozled” (2000), con la sua “Misrepresented People”

Nell’arco di più di 30 anni di carriera c’è spazio però anche per colonne sonore meno “impegnate”, tra cui la celeberrima “He Got Game” dei Public Enemy – “spin-off” dell’altrettanto celebre “For What’s Worth It” dei Buffalo Springfield – nel favoloso film omonimo del 1998, diventato di culto per la presenza di un giocatore Nba professionista come (ottimo e sorprendente) attore protagonista – l’allora stella dei Milwaukee Bucks Ray Allen – e per essere un omaggio al movimento streetball newyorkese di cui Spike Lee è un enorme fan…

Ultimamente Spike sembrava aver perso qualche colpo, tra il remake americano del sudcoreano “OldBoy”, il “buco” – anche storiografico – dell’opera legata a un vero eccidio accaduto in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale – “Miracolo a Sant’Anna” – e opere minori come “Chi-Raq”, ma nel 2018 il  suo ultimo film sembra averci restituito finalmente (almeno in parte) il talento eclettico, brillante, sovversivo e sarcastico che aveva fatto diventare Lee uno degli autori più longevi e riconosciuti del panorama cinematografico occidentale. “Blackkklansman”, sin dal trailer, presenta una soundtrack eccitante, avvolgente, divertente, eterogenea e legata al soul e all’R&B dell’epoca in cui è ambientata la trama, l’inizio degli Anni Settanta: un gradito ritorno a buoni livelli sia di regia che di scelte musicali, con l’imponente afro del protagonista John David Washington a muoversi al ritmo di canzoni come “Ball of Confusion”, brano dalle sfumature soul scritto nel 1970 dal gruppo “The Temptations”, composto da cinque cantanti, “ovviamente” afroamericani.

Film diretti da Spike Lee:

1986: Lola Darling
1988: Aule turbolente
1989: Fa’ la cosa giusta
1990: Mo’ Better Blues
1991: Jungle Fever
1992: Malcolm X
1994: Crooklyn
1995: Clockers
1996: Girl 6 – Sesso in linea
1996: Bus in viaggio
1998: He Got Game
1999: S.O.S. Summer of Sam
2000: Bamboozled
2002: La 25ª ora
2004: Lei mi odia
2006: Inside Man
2008: Miracolo a Sant’Anna
2012: Red Hook Summer
2013: Oldboy
2015: Il sangue di Cristo
2015: Chi-Raq
2018: BlacKkKlansman

Miky Pettene