BARRACUDA SMART WOOL ON THE ROAD #6

BARRACUDA SMART WOOL ON THE ROAD #6

Parchi Nazionali degli Stati Uniti – Zion National Park, Four Corners Monument e adieu!

Ma la Luce non rappresenta soltanto il fondamento bioenergetico di tutti gli esseri viventi sulla Terra,
bensì è anche il mezzo attraverso cui il creatore rende manifesta alle sue creature la meraviglia della sua creazione.
[ "Elogio del puro contemplare" - A.Hofmann, 1997 ]

Elogio del puro contemplare. Si potrebbero riassumere così i 17 incredibili giorni che io e la Simo abbiamo trascorso su e giù per il SouthWest degli States, con le nostre fidate sneakers Barracuda Smart Wool a sorreggere il nostro peso e le miriadi di differenti condizioni del terreno che abbiamo incontrato lungo la via.

La Luce, tra le tante, è stata tra le principali protagoniste del nostro continuo stupore: qui la omaggiamo – oltre che con le foto – anche con le parole di un grande Maestro come Albert Hofmann, raro essere umano che ha capito tutto molto presto, ma al contrario di molti ha dedicato la sua vita alla condivisione di questa Scoperta.

Difficile d’altronde non pensare alla sua devozione per Madre Natura, immersi come siamo in alcuni dei parchi più sensazionali degli Usa: finito il Bryce Canyon, eccoci dunque arrivati all’ultima tappa. La malinconia inizia già a farsi sentire, ma l’entusiasmo delle precedenti meraviglie e per quelle che stiamo per incontrare è molto più forte…

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Iniziamo l’ultimo tratto del nostro viaggio con una fermata intermedia, obbligata per il percorso verso il centro dello Utah ma parecchio divertente: il Four Corners Monument è semplicemente l’incrocio di quattro dei grandi stati che compongono l’Ovest statunitense. Qui, nel punto dove Arizona, Utah, Colorado e New Mexico si incontrano, con un po’ di creatività nel posizionamento delle nostre Smart Wool possiamo dichiarare ufficialmente di essere in quattro stati contemporaneamente.

Nonostante sia un posto oggettivamente in mezzo al nulla, gente ce n’è abbastanza e soprattutto bendisposta in fila indiana per scattarsi la foto di rito (non più di tre o ti cacciano!): la piazzetta su cui le quattro linee s’incrociano è tenuta bene, zeppa di riferimenti ai quattro nomi e circondata da piccoli shop zeppi di oggetti simbolici dei quattro stati. In quanto a marketing gli americani sono anni luce avanti, chissà se riusciremo mai a “rubargli” un po’ di iniziativa…

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Io vedo la farfalla gioire in mia presenza intorno al suo fiore,
vedo il prato e l’intera bellezza del paesaggio solo perché il tutto riposa nella Luce.
Là fuori nel mondo non vi è alcuna immagine colorata: essa ha origine soltanto sullo schermo
psichico all’interno di ciascun essere umano.
[ "Elogio del puro contemplare" - A.Hofmann, 1997 ]

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Lo Zion. Eccolo finalmente! L’ultimo parco in ordine cronologico è anche il più bello tra quelli visitati. Non per noi, ma secondo l’opinione di migliaia di americani che vedono nell’intersezione del rosso e l’arancione delle rocce, il verde della piantagione e l’azzurro di cielo e acqua la perfetta fusione di tutti quegli ingredienti che dovrebbero comporre la ricetta del parco perfetto.

Noi siamo di parere leggermente diverso: lo Zion è caruccio, senza dubbio, ma da italiani non ci vediamo nulla di incredibilmente differente dalle nostre splendide Alpi, o dalle guglie e dai paesaggi incontaminati che ancora oggi si possono vedere nelle nostre Dolomiti. In sostanza, lo Zion è forse il più “normale” tra i grandi national parks che ci hanno accompagnato fino ad oggi, ma conserva tra le sue valli un segreto splendido, una sorpresa che renderà giustizia alla sua nomea…

44274944_339017890204769_1268515279453814784_nI Narrows – le “gole” – dello Zion sono L’Esperienza assolutamente da vivere se si vuole attingere all’essenza più pura e selvaggia di questo luogo: scavate dalla Natura lungo i secoli e attraversate da un piccolo percorso d’acqua per 14 miglia, consentono di immergersi letteralmente nelle materie elementari della Terra. Portandoti alle origini della loro creazione tra pareti rocciose lisce ed infinite da accarezzare, deliziose cascate scaturite dai meandri delle montagne come miracoli e rivoli d’acqua pronti a diventare torrenti.

Proprio il fiume che attraversa i Narrows è l’entità più pericolosa e incombente: basta un acquazzone per passare da un trekking divertente e bagnato a una vera e propria fuga per la salvezza! Ma se state un minimo attenti con il meteo e le indicazioni, tutto andrà per il meglio, e i ricordi saranno memorabili.

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Saltelliamo di qua e di là con lo shuttle gratuito fornito dallo staff dello Zion per godere delle decine di viste panoramiche che – teoricamente – le guide tanto esaltano: i risultati però sono un po’ sotto le aspettative, dalle mitiche “Rocce Piangenti” in realtà semplici sporgenze da cui scendono rivoli d’acqua ai tanti punti chiusi perchè colpiti dal maltempo o perchè troppo pericolosi (!).

Non rimane altro allora che ammirare colori di terra e cielo, scoprire l’odore dell’aria pura, seguire gli animali liberi e veri padroni del parco per riconciliarsi con le visioni di Hofmann: ciascun singolo uomo, attraverso la propria percezione della Luce, si crea una propria immagine del mondo, e così pure gli animali superiori.

Ma solo all’uomo è data la possibilità di comprendere e interpretare il messaggio spirituale racchiuso in quest’immagine: il silenzioso manifestarsi del creatore. Il vedere, unito al pensiero, si trasforma pertanto in puro contemplare.

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Ci cullano e rilassano queste parole, questa visione del Mondo e delle Cose, mentre scaliamo il sentiero verso le “Piscine di Smeraldo” dello Zion: se è vero che il grado più elevato del Vedere accade quando diventiamo un tutt’uno con il mondo e il suo fondamento spirituale, questo parco e quelli da cui arriviamo sono tra i posti dove meglio s’intuisce, si afferra, questa Verità.

È da qui che affiora l’Amore per il Creato, catturando e seducendo chiunque, fino alla Fine: noi ne siamo rimasti irrimediabilmente colpiti e nonostante il nostro viaggio sia giunto al termine e un po’ di malinconia canaglia si stia già facendo sentire, non potremmo essere più felici e grati. La nostra corsa si è solo fermata, ma non finirà mai.

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Con un saluto e un ringraziamento dalla Simo, Miky, la Bellezza dei Parchi Usa e le Barracuda Smart Wool…alla prossima!

SMART WOOL ON THE ROAD EPISODE #6 – THE END

Michele Pettene
[
 all photo credits @Simona Saia ]