BARRACUDA SMART WOOL ON THE ROAD #3

BARRACUDA SMART WOOL ON THE ROAD #3

Parchi Nazionali degli Stati Uniti – Grand Canyon e Antelope Canyon

Diversivo, distrazione, fantasia, cambiamenti di moda, di cibo, amore e paesaggio.
Ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo.
[ Bruce Chatwin ]

Si potrebbero usare fiumi di parole per provare a descrivere certi paesaggi in cui ti imbatti per la prima volta, ma il risultato sarebbe sempre il medesimo: incapacità manifesta.

L’essere umano non ha ancora inventato un aggettivo adeguato a rappresentare degnamente la fusione di spettacoli naturali di cui non ha alcun merito – nel nostro caso il South Rim del Grand Canyon, al tramonto – con le emozioni suscitate da queste meraviglie all’interno di ognuno.

Ne era convinto il grande scrittore Bruce Chatwin, infaticabile viaggiatore, ma anche un astronauta come Jack Schmitt, che paragonò la vista della Terra dallo Spazio all’incredulità del trovarsi di fronte uno dei parchi naturali più famosi al mondo.

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Per noi lo stupore è arrivato improvviso, come una luce accecante.

Sistemati i bagagli nel nostro residence, uno dei pochi presenti sul posto – il Bright Angel Lodge, consigliatissimo a 5 minuti dal Grand Canyon, prenotate presto è sempre esaurito – abbiamo calzato le nostre sneakers Barracuda Smart Wool multiuso preparandole al triplo salto mortale: dalle guglie di cemento della metropoli di New York a quelle che Madre Natura ha forgiato con commovente pazienza nell’arco dei secoli qui, nell’Arizona più selvaggia ed affascinante.

Svoltato l’angolo della strada a destra del lodge pensavamo di dover camminare ancora per qualche miglio quando, evidentemente impreparati, davanti a noi si è aperto uno squarcio visivo tra le file di alberi…e solo una balaustra tra noi e il vuoto. O l’Infinito, fatto di riflessi rossi, sfumature d’azzurro e un lunghissimo serpente d’acqua chiamato Colorado River.

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Avremmo voluto passare sui bordi del Grand Canyon molto più delle ultime tre ore di quella serata, davanti a dei colori, a degli incanti che c’avevano rapidamente riempito il cuore fino a farlo quasi scoppiare, sopraffatto dalla Bellezza.

O molto più delle quattro ore della mattinata successiva, tra i ViewPoint orientali del parco, quelli che si concludono alla famosa DesertView WatchTower.

Ma il tempo e i ritmi di un viaggio come il nostro sono tiranni, seppur deliziosi, e nonostante la tenera Simo stesse quasi per lasciarmi andare da solo promettendomi che ci saremmo visti più avanti, lasciami qui a contemplare, è bastata una sola parola per convincerla a salire in macchina e riprendere l’avventura: “Antelope”.

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Già, il più psichedelico dei parchi dell’Ovest degli States era stata anche la mia principale leva molto prima di partire, alle origini addirittura del mio tentativo di convincere Lei ad affrontare questo viaggio insieme: rapida ricerca su Google, “Antelope Canyon” digitato furbescamente, click su “Immagini”.

“Scorri un po’…ti andrebbe di andare qui quest’estate?”

Il resto, come si suol dire, è storia.

[Và anche detto che mi piace vincere facile, ben conoscendo il talento e la passione di Simona per la fotografia: all'Antelope avrà scattato tra le mille e le duemila foto...easy!]

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Tip #2: Oh, e a proposito di Fotografia, proseguendo invece con la nostra serie di “consigli for dummies”, se siete dei veri appassionati non fate come noi, che ci siamo sparati sia il tour del Lower Antelope che dell’Upper Antelope obbligati a seguire la guida navajo in mezzo a decine di gruppi di turisti e una sola ora a disposizione per sezione.

Piuttosto, spendete un pochino di più e regalatevi tre ore di vero tour fotografico, con una guida professionista che vi mostrerà gli angoli e i giochi di luce migliori per tornare a casa con almeno un centinaio di foto che vorrete “assolutamente stampare, incorniciare ed appendere” a casa vostra.

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Per il resto, godetevi le incredibili gradazioni di arancioni e rossi, fantasticate con i famigerati coni di luce che filtrano dall’alto (il canyon è venti metri sotto il livello del terreno, assicuratevi che ci sia sole, quando lo visiterete!), accarezzate le striature orizzontali lisce e morbide di pareti rocciose vecchie qualche millennio…scattatevi qualche foto divertente con le Barracuda ai piedi e lasciatevi trasportare, chiudendo gli occhi e riaprendoli: è tutto vero, è il miracolo della Natura.

SMART WOOL ON THE ROAD EPISODE #3 – continua

Michele Pettene
[
 all photo credits @Simona Saia ]