BARRACUDA ROCK: 30 MOTIVI PER RIASCOLTARE “TEN”

BARRACUDA ROCK: 30 MOTIVI PER RIASCOLTARE “TEN”

Trenta buonissimi motivi per (ri)ascoltare il leggendario album ‘Ten’ dei Pearl Jam nel suo trentesimo anniversario

  1. Eddie Vedder che sussurra ‘you think I got my eyes closed but I’m looking at you the whole fucking time’ sul finale di ‘Once’
  2. La produzione di Rick Parashar, sciagura che non riesce a rovinare un capolavoro
  3. Il riff di ‘Alive’
  4. McCready che impazzisce con pedali e distorsioni in ‘Deep’
  5. L’attacco di ‘Porch’, 15 secondi di estasi elettrica
  6. ‘Yellow Ledbetter’, che sul disco non ci è nemmeno finita
  7. La copertina ‘uno per tutti, tutti per uno’ ideata da Ament in collaborazione con il fotografo Lance Mercer
  8. L’assolo di McCready in ‘Even Flow’, palestra per esibizioni da autentico guitar hero in mille concerti
  9. Il basso violentemente funky di Ament in ‘Why Go’
  10. L’opera di remix firmata da Brendan O’Brien nel 2009
  11. Vedder che mormora ‘father’ a 9 secondi dall’inizio di ‘Release’, nascosto dall’entrata graduale di chitarra e basso
  12. Ci sono undici canzoni in un disco che si intitola ‘Ten’
  13. La band al completo che riemerge dal caos a metà di ‘Deep’ quando Vedder canta ‘on the edge of a Christmas clean love’
  14. Ha quasi scalzato Billy Ray Cyrus dalla vetta delle classifiche di vendita statunitensi, ponendo così fine, almeno per un periodo di tempo, alla barbarie del country contemporaneo
  15. Il rifiuto da parte della band di usare ‘Black’ come singolo
  16. Nove canzoni su undici hanno un titolo formato da una sola parola, con ‘Even Flow’ e ‘Why Go’ si arriva addirittura a due
  17. Gli effetti utilizzati sulla voce di Vedder in ‘Oceans’
  18. Non averlo nella propria collezione si configura come crimine contro l’umanità
  19. È un disco rock della durata di oltre 53 minuti in cui non viene mai pronunciata la parola ‘baby’
  20. È forse il miglior disco del 1991, anno in cui sono usciti, tra gli altri, ‘Nevermind’, ‘Out Of Time’ e ‘Badmotorfinger’
  21. Vanta la miglior collector’s edition nella storia recente della musica
  22. McCready posseduto dallo spirito di Stevie Ray Vaughan sull’assolo di ‘Why Go’
  23. Dentro ci trovate Dio travestito da Stone Gossard
  24. L’entrata perentoria, quasi marziale di Krusen su ‘Jeremy’
  25. Ascoltare ‘Black’ in cuffia, in solitudine, molto tardi la sera
  26. È uno dei pochissimi dischi in cui, a livello di qualità, c’è poca o nessuna differenza tra il ‘lato A’ (fino a ‘Black’) e il ‘lato B’ (da ‘Jeremy’ a ‘Release’)
  27. Rimane la colonna portante della scaletta di ogni concerto dei Pearl Jam
  28. I tre singoli trainanti parlano di drammatici confronti genitore/figlio, vagabondaggio e ragazzini che compiono stragi atroci per poi suicidarsi
  29. È l’esordio e allo stesso tempo l’apice dell’unica band sopravvissuta all’uragano grunge
  30. La nostalgia, purché passeggera, non è un reato (e non lo è nemmeno piangere al milionesimo ascolto di ‘Release’)

 


Dario Costa