Arancia Meccanica e le dieci curiosità che (forse) non sapevi

Arancia Meccanica e le dieci curiosità che (forse) non sapevi

Quest’anno uno dei film più controversi e più importanti della storia del cinema compie esattamente cinquant’anni. Con l’edizione definitiva dietro l’angolo (il Blu-ray 4K uscirà il 30 settembre, qui il preordine), andiamo a scoprire le dieci curiosità più interessanti sul cult del Maestro Stanley Kubrick.

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IL TITOLO E IL LINGAUGGIO

Il titolo originale del libro di Anthony Burgess e del film di Stanley Kubrick è A Clockwork Orange e trae origine da una frase detta da un ubriacone in un malfamato bar londinese sentita per puro caso dallo scrittore. “As queer as a clockwork orange”, che si potrebbe tradurre come “strano come un’arancia a orologeria”, indica qualcosa o qualcuno che superficialmente pare normale e naturale come un frutto (l’arancia) ma che in realtà nasconde una natura estremamente folle. A differenza della pellicola, nel romanzo viene precisato più volte che A Clockwork Orange è il titolo del libro a cui sta lavorando F. Alexander, lo scrittore poi costretto sulla sedie a rotelle dopo l’aggressione dei drughi a casa sua.

Lo slang usato invece da Alex e dai suoi drughi si chiama Nadsat, è stato inventato dallo scrittore Anthony Burgess ed è derivato da un’inglese molto storpiato con numerose influenze russe.

LA COLONNA SONORA

Nella colonna sonora del film, Kubrick avrebbe voluto usare dei frammenti della canzone Atom Heart Mother dei Pink Floyd. Il gruppo inglese, che avrebbe già voluto collaborare con Stanley allo score di 2001: Odissea Nello Spazio incassando un rifiuto dal regista, decise di non concedere i diritti per l’utilizzo della canzone. Archiviata la possibile collaborazione con il gruppo, Kubrick chiese a Sergio Leone – uno dei suoi registi preferiti – se Ennio Morricone fosse libero in quel momento. Leone rispose a Kubrick che Ennio stava lavorando alla colonna sonora del suo film Giù La Testa, pertanto Stanley non chiese mai direttamente a Ennio di scrivere le musiche per Arancia Meccanica. Un vero peccato perché il compositore romano, in quel momento, era libero in quanto aveva già concluso tutte le registrazioni per il film di Leone…

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RIFERIMENTI ALLA MUSICA CONTEMPORANEA

Quando Alex è nel negozio di dischi, si possono vedere i seguenti vinili: Lorca di Tim Buckley, Atom Mother Earth dei Pink Floyd, As Your Mind Flies By dei Rare Bird, Deja Vu di Crosby Stills Nash & Young, The Transfiguration Of Blind Joe Death di John Fahey, Magical Mystery Tour dei Beatles, After The Goldrush di Neil Young e The Chicago Transit Authority, il debutto dei Chicago. Sempre nel negozio di dischi è visibile la top ten dei gruppi più in voga in quel momento. In cima ci sono gli Heaven 17, una band immaginaria. Per pagare tributo al film di Kubrick, un gruppo techno pop degli anni ottanta decise davvero di chiamarsi con quel nome.

LA VERSIONE ORIGINALE DEL FILM

La versione originale di Arancia Meccanica, con alcune scene girate in bianco e nero, durava ben quattro ore. Conteneva scene ancora più cupe e violente che Kubrick decise però di eliminare dal cut finale della pellicola ordinando ad un suo assistente di bruciare tutti i filmati non utilizzati. Alcune delle scene girate, ma che non avremo mai il piacere di vedere, sono le seguenti:

– I drughi che aggrediscono un uomo uscito da una libreria,
– I drughi che corrompono alcune anziane signore con dei liquori per fornire loro un alibi dopo una malefatta,
– I drughi che rubano la Durango 95 (che in realtà è una Adams Probe 16, lo sapevate?),
– I drughi che guardano il cielo stellato dopo aver passato l’ennesima nottata di scorribande,
– I drughi che tornano in metro a casa vandalizzando la vettura,
– Alex che usa il distributore di latte al Korova Milk Bar,
– Alex che porta la ristorante le due ragazze incontrate al negozio di dischi,
– Il serpente di Alex che esce dalla stanza del ragazzo, con suo padre che assiste alla scena.

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I FAN DELLA PELLICOLA

Oltre ai milioni di fan della pellicola sparsi per il mondo, sono diverse le celebrità che hanno adorato e continuano Arancia Meccanica. Qualche esempio? Poco prima di morire, il regista Luis Buñuel svelò che il film di Kubrick era uno dei suoi preferiti di sempre, Quentin Tarantino definì la prima mezz’ora della pellicola come “un vero capolavoro” mentre il titolo del quarto album in studio degli Arctic Monkeys, Suck It And See, è un riferimento diretto ad una scritta presente al piano terra del condominio dove vive Alex.

Non solo. Le pellicole Funny Games e il suo omonimo remake, dirette da Michael Haneke, sono ispirate direttamente ad Arancia Meccanica mentre i videoclip The Universal dei Blur, Never Gonna Stop Me di Rob Zombie e Seven Nation Army, dei White Stripes hanno chiari riferimenti al film di Kubrick.

FRANK SINATRA E IL LIBRO DI ANTHONY BURGESS

A metà degli anni Sessanta, Brad Dexter, uno degli attori presenti nel film I magnifici sette e che in seguito divenne il produttore per Frank Sinatra, voleva dare nuova vita alla carriera cinematografica di Sinatra. Con l’intento di farci un film, consegnò il libro al cantante che non capì il linguaggio del romanzo, aggiungendo che a parer suo “mancava totalmente di potenziale”. Frank, sarai anche stato uno dei più grandi cantanti, ma in fatto di libri e film…

GLI ALTRI ATTORI CHE AVREBBERO POTUTO INTERPRETARE ALEX

Sebbene Kubrick per la parte di Alex avesse sempre pensato a Malcolm McDowell (arrivando a dichiarare che senza di lui, probabilmente non avrebbe nemmeno girato il film), in fase di pre-produzione per la parte del Drugo di Arancia Meccanica si pensò a Jeremy Irons e a Tim Curry. Entrambi si dissero non interessati alla parte.

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I ROLLING STONES E L’AMORE DI MICK JAGGER PER IL LIBRO DI BURGESS

Avendo bisogno di soldi, a fine anni sessanta Anthony Burgess ha venduto i diritti del suo libro a Mick Jagger per $ 500. Inizialmente il cantante avrebbe voluto fare un film con lui nei panni di Alex e gli altri Stones nelle parte dei vari drughi. Dopo qualche tempo, Jagger ha rivenduto i diritti del libro a Ken Russell che avrebbe voluto Oliver Reed nei panni di Alex. Dopo alcuni mesi, Russell affermò che varie scene del libro non fossero facilmente filmabili. Proprio in quel periodo, Tinto Brass si disse interessato a realizzare la pellicola, ma poi sappiamo tutti com’è andata a finire questa storia.

LE MEMORABILI LOCATION DEL FILM

Ad eccezione degli interni del Korova Milk Bar e della prigione, ricreati in studio, tutte le scene di Arancia Meccanica sono state filmate in luoghi reali. Tra tutte, la più celebre location del film, quella dove Alex picchia e ferisce gli altri drughi, si trova nell’area Tavy Bridge di Thamesmead, una tranquilla zona residenziale nel sud-est di Londra composta prevalentemente da case del XX secolo, attraversata da canali e ricca di laghi.

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LE OPERE DI HERMAN MAKKINK

Nel film la scultura a forma fallica presente nella casa della signora che vive con i gatti è opera dell’artista olandese Herman Makkink. Non solo, anche le sculture che raffigurano Cristo che si possono intravedere in diverse scene della pellicola sono state create dallo stesso artista. Curiosamente, tutte queste opere sono presenti in Dropout, un film di Tinto Brass distribuito nei cinema nel 1970, l’anno prima dell’uscita di Arancia Meccanica.

IL FINALE

Il finale del libro di Burgess è radicalmente differente da quello della pellicola. Il film di Kubrick tralascia l’ultimo capitolo dell’opera, dove Alex, lasciato l’ospedale, torna a fare il capo di una nuova squadra di drughi. Ben presto il protagonista si rende però conto di essere annoiato nel continuare ad essere un violento. Complice un incontro con Pete, uno dei drughi presenti all’inizio del romanzo, che nel mentre ha messo su famiglia, Alex decide che è arrivato il momento di crescere, di smettere con le scorribande notturne e di dimenticare la tanto cara e amata ultraviolenza.

Per finire, un’ultima curiosità. Un paio di anni fa, nella casa romana di Burgess, è stato trovato un manoscritto di circa duecento pagine, sequel diretto di A Clockwork Orange. Intitolato A Clockwork Condition ma mai ultimato, è un saggio filosofico sulla condizione umana contemporanea ed esplora l’effetto della tecnologia, dei media, del cinema e della televisione sull’umanità. Nelle pagine, ancora inedite, Burgess riprende anche Alex e i suoi drughi, cercando di andare ancora più a fondo nella loro psicologia. Chissà che prima o poi questa opera incompiuta, ma di sicuro interesse, non riesca a vedere la luce.

Luca Villa

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.