Tom Waits: 29 ragioni, e qualche spicciolo, per adorarlo

Tom Waits: 29 ragioni, e qualche spicciolo, per adorarlo

Tom Waits: alcune ragioni per adorare uno dei migliori cantautori americani della storia della musica.

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1. Waits è Waits. La poesia di Dylan e l’imprevedibilità di Neil Young, l’eccentricità di Captain Beefheart e il romanticismo di Cole Porter in un solo corpo. Con tanto, tanto altro all’interno.

2. Ha inciso Swordfishtrombones, infischiandosene del suo passato e del suo futuro. Il disco che cambierebbe il corso della carriera di qualsiasi artista. Un tipo di album che dovrebbe essere presente nelle discografie di tante band attuali.

3. Band e artisti così diversi tra loro, dai Pearl Jam ai Ramones, da Rod Stewart a Bob Seeger, hanno tutti inciso sue cover, spesso con ottimi risultati. Tutti – almeno quelli con del sale in zucca – lo adorano. Thom Yorke, James Hatfield, Cat Power, Beck, P.J. Harvey, Chris Cornell, Vincent Gallo, Scarlett Johansson… e la lista potrebbe continuare all’infinito.

4. È uno degli eroi – segreti, dice lui – del menestrello di Duluth. Sì, Bob Dylan.

5. Ha cambiato la vita a milioni di persone. Pensate cosa può voler dire, per un ragazzo di quindici anni che ascolta rock e punk, scoprire questo artista. Come ascoltatore, all’epoca, mi incasinò (e non poco) la vita, salvo poi guidarmela, solo qualche anno dopo. Quanto meno è stata la colonna sonora di decine di serate a bordo della mia auto, nel cuore della notte. Sempre alla ricerca del cuore del sabato sera.

6. Ha scritto alcune tra le più belle canzoni d’amore del secolo scorso. Graffiando i tasti del piano con le sue dita, ricoprendo con la sua cavernosa voce versi che, semplicemente, sono in grado di lacerarti il cuore. Il suo ultimo disco, Bad As Me (uno dei migliori lavori di Waits), ne è pieno.

7. Nel corso di quarant’anni di onorata carriera, si è cimentato anche in tanti ruoli cinematografici. Il più azzeccato è quello di Zack in Daunbailò, ma anche il breve cameo come veterano disabile ne La Leggenda del Re Pescatore non scherza. “Capisci amico, quel tipo ha pisciato sul muro di una libreria. E quando qualcuno piscia contro il muro di una libreria, significa anarchia”. Memorabile.

8. Tom si è auto intervistato nel 2008. A conversation with Tom Waits. Cercatela, ne vale la pena.

9. Si è sposato più di trent’anni fa con Kathleen Brennan. Insieme a lei si è reinventato, ha scritto canzoni, ha guidato sulla Route 66 e ha fatto tre figli. Uno dei migliori connubi che la storia della musica ricordi.

10. Il DVD che documenta il tour italiano del 2006 dei Pearl Jam si chiama Immagine in Cornice, che è la traduzione di Picture in a Frame, pezzo di Waits ripreso proprio da Eddie Vedder (e dedicato alla sua compagna di allora, ora sua moglie) durante il concerto che la band di Seattle tenne a Milano quell’anno.

11. Ha scritto Tom Traubert’s Blues, vale a dire una delle cinque canzoni più belle di sempre.

12. Ci sono pochi, pochissimi artisti, che nel corso della loro carriera si sono discostati così tanto dalla loro prima fase compositiva andando ad esplorare nuove sonorità che li hanno trasformati così tanto da renderli artisti sempre diversi e poliedrici. Dal folk al jazz, dal blues al rock, dalla musica rumorista al valzer. Pensate ad un genere; probabilmente Tom Waits l’ha suonato.

13. Mi sono prefissato di creare una specie di best of del nostro con solo 29 canzoni. 29 canzoni, maledizione! Accidenti, Diavolo di un Tom, mi hai messo nei guai anche questa volta. Come si fa a non includere Invitation to the Blues, The Piano Has Been Drinking, Little Rain, Eyeball Kid, Take It With Me, Alice, I Wish I Was in New Orleans, Big in Japan, tanto per citare le prime che mi sono venute in mente…

Fatevi un favore, comprate tutta la discografia di Waits e non rompetemi i coglioni.

14. È riuscito a dar voce agli emarginati di questo mondo, dai barboni alle prostitute, dai disadattati ai freaks. Grazie alla poetica di Waits, tutto sembra bellissimo e degno di nota. Dal suono del gallo che canta alla mattina fino al dolce rumore del motore di una vecchia Lincoln. D’altronde, anche dal fondo di un pozzo puoi vedere le stelle.

15. Non ha mai concesso della sua musica per la pubblicità. Anzi, ha fatto causa a chi aveva provato – da produttori di patatine fritte fino ad una nota marca di auto – ad inserire nei loro spot musica di pallidi imitatori di Waits. Ha vinto tutte le cause.

16. Sebbene abbia fatto causa al suo primo manager Herb Cohen, reo di aver pubblicato due album con i suoi primi demo acustici (The Early Years Volume 1 & 2) senza autorizzazione, questi due dischi – solo Tom con chitarra o piano – sono tra le pagine più belle della musica. Semplicità e poesia. Blue Skies e In Between Love le due canzoni più emozionanti.

17. Kentucky Avenue. Fatela girare su un vecchio giradischi. Versatevi un bourbon e adagiatevi sulla vostra poltrona preferita. State piangendo, non è vero?

Tom Waits

18. Puoi leggere tutti i libri scritti su Waits e alla fine ti ritroverai sempre e comunque al punto d’inizio. Il punto è “come cazzo si fa a spiegare Tom Waits”?

19. Tutti i fan di Waits avrebbero voluto assistere ad uno show di Tom con i Nocturnal Emissions negli anni settanta. Tutti.

20. Ha scritto la canzone perfetta per ogni compleanno: I Don’t Wanna Grow Up.

21. Raramente ha parlato di politica nelle sue canzoni, ma quando l’ha fatto – una su tutte Road To Peace, che affronta il tema del conflitto israelo-palestinese – ha avuto prese di posizione così dure e lucide da far impallidire anche i cantautori più politici. (“Gli omicidi fondamentalisti / Da entrambe le parti restano ancora / Sul cammino che porta alla pace / E dimmi perché stiamo armando / L’esercito israeliano con pistole e tanks e proiettili / E se Dio è grande / Se Dio è giusto / Perché non cambia / Il cuore degli uomini / Forse anche Dio si è perso / E ha bisogno di aiuto / Forse è Dio stesso che ha bisogno / Di tutto il nostro aiuto“).

22. Ho visto centinaia di concerti, ma quello che mi hanno lasciato quelli di Tom Waits – Firenze nel 1999 e Milano quasi un decennio dopo – nessuno sarà mai in grado di cancellarlo dalla mia testa e del mio cuore. Molto più che semplici concerti. Sembrava quasi di vedere la storia americana passarti davanti agli occhi. E due, Diavolo di un Tom!

23. È un grande fan di Charles Bukowski (in Orphans c’è una reinterpretazione di Nirvana, uno degli ultimi poemi scritti da Buk) e di Jack Kerouac (sono molteplici i riferimenti a Jack nella sua discografia, il migliore dei quali è la traccia presente in Foreign Affair, Jack & Neal/California Here I Come).

24. Ha scritto Frank’s Theme. Leggete il suo testo, amatelo e dedicatelo alla persona che amate. Il risultato è garantito.

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25. Siete scapoli? Nessun problema, arriva Waits in vostro aiuto con Better Off Without A Wife. Mettete su Nighthawks at the Diner, cantatela con lui e sentirete di avere trovato il vostro compagno di viaggio perfetto.

26. Durante il Born in the USA Tour, Waits è salito sul palco di Bruce Springsteen per duettare con il rocker del New Jersey. Il Boss l’ha così presentato: “Diamo il benvenuto ad uno dei migliori cantautori di sempre, Tom Waits. Ha scritto splendide canzoni come Ol’55, I Hope I Don’t Fall In Love With You e questa Jersey Girl”.

Waits, nel backstage, ha commentato: “Ho fatto tutto quello che era in mio potere per lui, ora deve sbrigarsela da solo”. Più Waits di così!

27. È entrato nella Rock and Roll Hall of Fame giusto tre anni fa. Alla cerimonia è stato introdotto da Neil Young che ha detto: “Sono qui per descrivere un uomo che è indescrivibile”. Ben detto Uncle Neil!

28. Ha collaborato con i Replacements e con i Rolling Stones, mica gli ultimi stronzi della banda.

29. Diffidate sempre di chi cerca di spiegarvi Tom Waits con una playlist di 29 pezzi. 29 non è un numero pari e non è elegante come il 30. E ricordatevi che non sono le grandi cose a farvi impazzire ma quelle piccole, come quando ti si rompono le stringhe delle scarpe mentre stai uscendo di casa.

Small my table, sits just three. Nasce nel 1980 a Reggio Emilia. Crea pearljamonline.it nel 2001 e scrive la prima edizione di “Pearl Jam Evolution” nel 2009 insieme alla moglie Daria. Collabora con barracudastyle.com, hvsr.net e rockol.it, ha collaborato con Rolling Stone e Il Fatto Quotidiano. Continua imperterrito a tentare di trovare “belle melodie che dicono cose terribili”.